“Lady Bird” di Greta Gerwig. Molto più di un semplice teen movie

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Lady Bird di Greta Gerwig

“Lady Bird” di Greta Gerwig nasce dalla sua sceneggiatura originale e dal suo esordio, in solitario, alla regia. Non si tratta di un semplice teen movie, ma di un intenso coming of age come “Il Laureato”, “The Breakfast Club”, “Noi siamo infinito” e “Moonrise Kingdom”. Si focalizza sulla crescita di Christine, dall’adolescenza all’età adulta, puntando alla profondità dei dialoghi e delle tematiche più che alla particolarità tecnica. Data l’origine della regista, c’è chi ha visto nella pellicola un racconto autobiografico, ma Greta Gerwig afferma che niente di ciò che si vede in “Lady Bird” è accaduto nella sua vita. Probabilmente, ha riportato le sensazioni vissute e il suo spirito vivace nella protagonista, interpretata da Saoirse Ronan.  

«Chi parla dell’edonismo in California, non ha mai passato un Natale a Sacramento» – Joan Didion  

Il lungometraggio ha ricevuto numerose candidature, di cui 5 agli Oscar, e ha conquistato diversi premi, tra cui quelli per Miglior film, Miglior regista e sceneggiatura alla Gerwig, mentre Saoirse Ronan porta a casa il suo primo Golden Globe come Miglior attrice protagonista. Rientra nei Migliori dieci film del 2017 del NBR, insieme a “Chiamami col tuo nome”, “Dunkirk” e “Scappa – Get out”. 

Il contrasto tra colori e personalità 

Girato nel formato 1:1,85, “Lady Bird” ha delle ambientazioni piuttosto ampie e dettagliate. Fanno, però, solo da sfondo alle scene che vedono i personaggi in diversi piani di ripresa. Dai primi piani o mezze figure si hanno anche figure intere in campi medi. Le inquadrature variano e arrivano anche al dettaglio attraverso uno stacco netto che mostra, ad esempio, il foglio per le audizioni al corso di recitazione o le lettere d’ammissione all’università. Così, anche la luminosità varia. La luce è tendenzialmente naturale e ben distribuita. Soprattutto in casa di Lady Bird (Saoirse Ronan) l’illuminazione viene tutta dall’esterno lasciando così l’ambiente leggermente in ombra o in contrasto. Questo elemento rispecchia un po’ la figura della protagonista. All’esterno appare luminosa ed esuberante ma, come ogni adolescente, dentro sé ha le sue zone d’ombra che si evincono nel rapporto con la madre Marion (Laurie Metcalf).  

«Tua madre è dura con te.» – Danny 
«Sì e che mi vuole molto bene.» – Lady Bird 

«Tua madre era molto triste perché non c’eri al Ringraziamento.» – Shelly 
«Mia madre mi odia.» – Lady Bird 

Il lavoro del direttore della fotografia caratterizza le scene in modo distintivo. Sam Levy, infatti, regala immagini ricche di colori di natura vivaci, ma in tonalità che presentano un particolare contrasto – proprio come i capelli della protagonista -. In questo modo, gli episodi che si susseguono appaiano come tanti ricordi impressi in foto in formato tradizionale.  

“Lady Bird” di Greta Gerwig tra senso di inadeguatezza e voglia di evadere  

«Vorrei solo piacerti.» – Lady Bird  

“Lady Bird” è un racconto di formazione che tocca numerose tematiche. Il primo amore, la sessualità, la depressione e il rapporto con gli altri. Tra questi il legame con Julie (Beanie Feldstein), la migliore amica. Insieme a lei Lady Bird condivide ogni cosa ed è l’unica persona con cui riesce ad essere sé stessa senza sentirsi inadatta. Si differenzia dal rapporto che la protagonista ha con Jenna (Odeya Rush), la ragazza ricca e carina della scuola, e con l’alternativo e solitario chitarrista, Kyle (Timothée Chalamet). Con loro infatti Lady Bird finge di essere qualcun altro preoccupandosi di non essere accettata. Il timore di essere chi si è veramente si evince anche in Danny (Lucas Hedges), che nasconde la sua omosessualità fidanzandosi con Christine. 

«Non credi che, forse, sono la stessa cosa amore e attenzione?» – suor Sarah Joan  

Elemento costante del film è tuttavia la relazione altalenante tra Lady Bird e sua madre – non a caso, inizialmente, il titolo del film era “Mothers and Daughters” -. Da un lato, c’è una donna, piuttosto pesante e pressante, che vorrebbe aiutare sua figlia a raggiungere i propri obiettivi senza averne i mezzi. Dall’altro, c’è un’adolescente che, soprattutto a causa del giudizio e delle critiche del genitore, vive in un senso di inadeguatezza e nella volontà di essere accettati. Inoltre, la voglia di cambiamento e il bisogno di trovare la propria strada, lontano dalla famiglia, incrementano l’attrito tra le due. Soltanto dopo una notte passata nella tanto agognata New York, Lady Bird ritrova sé stessa nella nostalgia di casa e nel ricordo dell’emozione provata quando ha guidato per le strade di Sacramento. Christine sta finalmente maturando e riesce a riconciliarsi con le sue origini attraverso il messaggio finale.  

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