Tutto sulle vetrate gotiche. Colore e ascesa al divino

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Le colorate vetrate gotiche

L’architettura gotica si è sviluppata soprattutto in altezza, realizzando cattedrali di grande slancio, eleganza e raffinatezza. È caratterizzata da ampie finestre ricoperte di composizioni in vetro colorato: le bellissime vetrate gotiche che ancora oggi possiamo ammirare.

Il significato delle vetrate gotiche. Cosa rappresentano e perché

L’arte gotica è nata circa nel 1100 nell’Ile de France, regione del nord della Francia, e rapidamente si è diffusa in Inghilterra e in Germania, nei paesi del Nord Europa, poco in Italia. In rottura con lo stile romanico, che privilegiava i muri spessi con poche finestre per favorire il silenzio e la contemplazione, l’architettura gotica ama gli spazi ampi e le architetture estese in altezza.

Quanto più una chiesa era alta, tanto più tendeva a Dio. Il peso della struttura non era più assorbito dalle pareti, ma distribuito sul perimetro e sui pilastri, coadiuvati da archi rampanti e contrafforti. Lo svuotamento delle pareti dai carichi permetteva quindi la realizzazione delle grandi finestre. Filtrando la luce, i vetri colorati creavano all’interno degli edifici un sapiente gioco di colori ed ombre, conferendo una luminosità particolare, abbagliante come il Paradiso. Conferivano un alone soprannaturale che richiamava all’ambiente sovrumano della vita eterna.

Nei fedeli l’impatto emotivo era notevole per la sensazione di trovarsi davanti alla manifestazione del divino. Oltre che avvicinare i fedeli alla contemplazione del trascendente, avevano anche una funzione divulgativa illustrando ai fedeli analfabeti i testi sacri, i personaggi e le vicende del Vecchio e Nuovo Testamento. Un’altra caratteristiche delle vetrate gotiche è che la qualità della luce cambia di continuo inondando gli edifici di luminosità policrone. Il materiale prescelto del connubio tra arte e fede, molto sentito e dibattuto nel Medioevo, era il vetro per i suoi vari gradi di trasparenza.

Come si costruivano le vetrate gotiche

L’arte della decorazione del vetro era realizzata in vere e proprie botteghe d’arte, tutelate da una corporazione. Mentre la tecnica utilizzata nel dettaglio artistico è ancora oggi un mistero.  Un segreto custodito che è stato rivelato a pochi privilegiati mastri vetrai, scalpellini, artigiani. La formula è rimasta ignota ed è stata protetta nel tempo, come un preziosissimo segreto industriale ante litteram.

Le bellissime e colorate vetrate gotiche solitamente venivano realizzate seguendo le strutture geometriche e le simmetrie assiali, rettangolari o radiali, come nel caso dei rosoni. In sintonia con le proporzioni dell’edificio sacro, a sua volta derivate da una visione dell’arte come scienza, gli architetti gotici erano alla ricerca delle proporzioni perfette e dei rapporti geometrici che stanno alla base del cosmo e che sono ritenuti di origine divina.

Le tecniche di costruzione delle vetrate erano molto complesse e prevedevano un primo bozzetto disegnato su carta e cartone, sulla base del dipinto che si voleva realizzare, una successiva applicazione sull’intelaiatura di legno o metallo – in genere il piombo – e di lastre di vetro di varie dimensioni e colori per creare la figura desiderata. I particolari venivano realizzati dai maestri con la grisaglia, una miscela di polveri di vetro e ossidi vari macinati e impastati con acqua, aceto e resine vegetali. I colori venivano, infine, fissati con una successiva cottura ad alte temperature. La vetrata, tramite il telaio di ferro, veniva murata alla finestra.

I vetri colorati della cattedrale di Chartres

La realizzazione delle varie trasparenze dei vetri avveniva attraverso metodi di colorazione la cui tecnica rimane ancora oggi sconosciuta. Dalle abili mani dei maestri prendevano forma le magnifiche gradazioni del blu, del rosso, del giallo, così vivide che si ritiene che il segreto abbia origini alchemiche.

La sfumatura del blu acceso delle vetrate nella cattedrale di Chartres era così particolare che ha dato nome al relativo colore, il Blu di Chartres. Le magnifiche vetrate sono le più vaste giunte fino a noi: quasi 2600 metri quadri e 176 finestre che illustrano scene della Bibbia. Dopo quasi mille anni si possono ammirare in perfetto stato di conservazione ancora oggi. Hanno resistito nel tempo al bombardamento di radiazioni ultraviolette per la presenza di nanoparticelle capaci di schermare le radiazioni più aggressive, ma anche alle guerre di religione e al saccheggio degli ugonotti, che nel XVI secolo avevano preso di mira l’arte e in genere qualsiasi cosa fosse bella e lussuosa.

La cattedrale di Chartres è un tripudio di luci azzurre che rappresentano santi e personaggi biblici del Nuovo e Vecchio Testamento, ma anche immagini simboliche come i segni zodiacali. La più famosa vetrata della cattedrale è “Notre Dame de la Belle Verriere – Nostra Signora della Bella Vetrata” che raffigura la vergine Maria, al centro seduta su un trono sorretto dagli angeli, e lo Spirito Santo, simboleggiato da una colomba che vola sopra la sua testa.  Notevole il contrasto cromatico tra la sua veste di un intenso blu cobalto e il rosso dello sfondo. In alcune delle finestre gli artigiani si sono rappresentati intenti nella lavorazione, a parziale risarcimento del compito svolto e non sempre adeguatamente remunerato. Si vedono scalpellini, maniscalchi e maestri vetrai all’opera.

La cattedrale della Sainte Chapelle e Saint Denise

Nella cattedrale della Sainte Chapelle di Parigi le mura sono quasi del tutto assenti e le vetrate sono separate da sottilissimi pilastri e ricoprono l’intera struttura, creando un’atmosfera radiosa con un forte impatto emotivo.

La cattedrale di Saint Denise invece sorge nel luogo di un antico cimitero gallo-romano. Vi sono sepolti quasi tutti i re di Francia, tra cui Maria Antonietta e Luigi XVI. Oltre le bellissime vetrate, degni di menzione sono i due rosoni che hanno colori differenti. Quello a nord ha colori freddi perché simboleggia il potere delle tenebre, mentre il rosone sud è un tripudio di colori.  

Notre Dame de Paris e le altre cattedrali gotiche

Molte sono le cattedrali gotiche in cui ammirare le bellissime vetrate in Francia. Si pensa alla cattedrale di Notre Dame de Paris, le cui vetrate sono state danneggiate nell’incendio del 2019. Ma ancora sono degne di nota le cattedrali di Reims e Nantes.

Fuori della Francia si ammirano le colorate vetrate gotiche della cattedrale di Augusta, in Germania, le più antiche giunte fino a noi. Per il gotico anglosassone ci sono gli esempi delle meravigliose vetrate nelle chiese del Regno Unito, come quelle che adornano le cattedrali di Canterbury, di York, di Gloucester, di Salisbury.

In Italia si possono ammirare nel duomo di Milano e nel duomo di Siena. Le vetrate infondo sono muri di luci che riempiono ancora oggi di meraviglia e ammirazione.     

"Notre Dame de la Belle Verriere - Nostra Signora della Bella Vetrata"
“Nostra Signora della Bella Vetrata”
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