Le danze contadine di Pieter Bruegel il Vecchio. Arte che invita alla risata

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"Danza nuziale" di Pieter Bruegel il Vecchio

Per la maggior parte della critica artistica, i dipinti di Pieter Bruegel il Vecchio, pittore nordeuropeo del XVI secolo, sono raffigurazioni dell’umanità e dei sentimenti che più la rende tale, quella dei vizi. A primo impatto si notano nei suoi dipinti scene euforiche, ricche di gioia, persone che ridono e invitano al contempo lo spettatore del dipinto a prendere parte, a ridere lui stesso con loro.

La scena del banchetto, la scena dell’incontro, la scena della festa non occupano mai il centro del dipinto. Vengono raffigurate lateralmente, confuse, immischiate con altrettanti scenari di simile natura. La raffigurazione della festa, del vizio, del divertimento è proprio lì davanti a noi, proprio lì per noi spettatori, per poter essere adocchiata immediatamente, ma non è mai posta al centro del dipinto. Bruegel ama mescolare diversi corpi danzanti, diversi momenti allegri, scegliendo di collocare in secondo piano il soggetto principe e ponendo sempre come focus la festa e il divertimento. Sembra che ognuno dei personaggi raffigurati, dei personaggi dipinti da Bruegel prenda parte come protagonista all’interno dell’opera con l’unico intendo di mettersi in mostra, di catturare l’attenzione, di creare un’azione in grado di coinvolgere gli altri partecipanti, ognuno godendo della propria baldoria.

Pieter Bruegel il Vecchio. Tradizioni di famiglia

Sia Pieter Bruegel il Vecchio che il figlio, denominato il Giovane, hanno reso celebri, più di qualunque altro artista, questo tema. E l’hanno fatto in un modo totalmente autentico: non solo i soggetti principali non vengono mai posizionati al centro dell’opera, in queste raffigurazioni è come se mancasse non solo il cuore pittorico, ma un vero proposito che non sia quello del divertimento, della baldoria, dello spirito del festeggiamento. Un’immagine, una serie di immagini fine a se stesse senza nessun messaggio celato.

I soggetti narrati e le occasioni sono svariate, dalle cerimonie nuziali – quindi una connotazione persino religiosa – alle feste popolane. Tuttavia il fulcro non è la singola occasione ma la festa pura, l’interesse non è per il singolo avvenimento ma la possibilità di divertirsi che quell’avvenimento comporta. Nonostante la mancanza di un focus verbale, la mancanza di un centro pittorico, le raffigurazioni di Bruegel sono euritmiche, proporzionate, perfette. Ognuno dei personaggi diviene un potenziale performer, persone in grado di poter coinvolgere nell’azione. Si tratta di identità forti che, nei diversi dipinti di Bruegel, si “scontrano” per chi coinvolgerà maggiormente. Nella baraonda, nell’accozzaglia di corpi, nella mancanza di un nucleo si trova la perfezione dell’arte bruegeliana: la normalità gioconda.

Temi cari al pittore. “Danza nuziale”

Nell’opera “Danza nuziale” del 1566, Bruegel inizia la trattazione del tema che precederà tutti gli altri della serie. Il ritmo della composizione viene dato tramite la raffigurazione di molteplici persone che ballano a coppie con le braccia rivolte verso il cielo. Sulla destra, vi è collocato un uomo che suona la cornamusa e non molto distante una coppia si scambia un bacio. Questi, presi dalla passione, si lasciano andare con una travolgente voluttà. Altre coppie, più riservate, collocate sullo sfondo, amoreggiano. Lo sguardo non è rivolto sui coniugi appena convolati a nozze, come il titolo dell’opera farebbe credere all’inizio, anzi essi sono arretrati e quasi dimenticati.

L’attenzione è posta sulla festa, sul divertimento, sulla vita campestre che affascinava così tanto il pittore olandese, desideroso di mostrarne le diverse sfaccettature nelle sue opere. Nei suoi dipinti prevale quasi sempre una connotazione pressappoco orgiastica, balorda evidenziata non solo dai tumultuosi corpi in movimento, ma anche dai colori caldi usati nell’illustrazione. Nuovamente manca un centro, la scena è unica, ma regna l’armonia a tal punto che lo spettatore può quasi calarsi e provare la gioia del banchetto che vede.

“Banchetto nuziale”

Nell’opera “Banchetto nuziale” del 1568, che è spesso accostata alla “Danza di contadini”, la scena prende forma in un ambiente chiuso, coperto, forse un granaio. Bruegel nutre una grande passione per il mondo agreste, spesso infatti travestendosi partecipava a questi banchetti per capire meglio le peculiarità delle feste di questo genere e dei suoi partecipanti. Gli invitati sono disposti attorno al tavolo imbandito. Parlano, ridono, mangiano, si divertono. La sposa, al centro della scena, viene raffigurata taciturna, con un’aria sognante, ma non è lei il personaggio principale. Non lo è neanche lo sposo, probabilmente occupato a distribuire il vino o a capotavola per raccogliere i piatti, servendo quindi al tavolo nuziale come stabilito da tradizione.

La protagonista è la festa stessa, è l’atmosfera gioiosa che regna in ogni ricorrenza, indipendentemente dall’occasione, che investe ogni opera bruegeliana prodotta. L’atmosfera è la stessa che regnava in queste feste contadine simili alle sue scene dipinte. È uno schema che si ripete, cambiano i personaggi, ambienti, ricorrenze, ma non cambiano le raffigurazioni del giubilo, non il caos, non il clima psicologico festivo, in poche parole non cambia la realtà.

“Danza di contadini” di Pieter Bruegel il Vecchio

Nell’opera “Danza di contadini” del 1568, una coppia danzante, in primo piano, entra nella scena e ne occupa quasi tutto lo spazio centrale, recandosi al centro della raffigurazione per poter aprire le danze. Accanto un suonatore di zampogna allieta il balletto, di fianco ad un uomo che gli offre una brocca di vino o forse canta, coinvolto dalla musica prodotta dallo strumento musicale tipico dell’ambiente agreste e pastorale. Due giovani fanciulle provano a danzare, a lato tre uomini discutono con foga, ignorando completamente il suono della zampogna vicina. Ognuno vive il proprio momento, ognuno fa il proprio intervento, ognuno agisce come performer.

La scena, rispetto ad altre opere dello stesso soggetto, è meno affollata, ricca di dettagli. Il tema è quello della danza rustica, quella tipica dei contadini. Sullo sfondo, Bruegel inserisce altri particolari, da una coppia che si bacia non curante delle altre persone al medicante che chiede l’elemosina, dagli uomini seduti al tavolo che bevono vino al particolare della bandiera rossa che adorna la casa sullo sfondo addobbata in tal modo per l’occasione. Tutti particolari tipici dell’ambiente che il pittore ha reso così celebre con la sua serie di dipinti.

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