Le Fake News sugli animali ai tempi del coronavirus

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 Fake News sugli animali

In questo periodo di crisi e paura così difficile per il contagio del covid-19 nel mondo, le persone trovano rifugio rimedio allo stress della quarantena forzata nei social media, si diffondono fotografie di animali che ripopolano le città svuotate.

Così i cigni ripopolano i canali di Venezia insieme ai delfini e ai pesci, avvistati poiché l’acqua è tornata limpida senza l’azione inquinante delle navi. Tra le foto di fauna selvatica ce n’era una molto discussa dove, secondo la descrizione, un branco di elefantini si riposava ubriaco di vino di riso in un campo di tè. Purtroppo però è tutto falso!

Notizie e fotografie false

A ben guardare i cigni sono frequentatori abituali dei canali di Burano, isola nei pressi di Venezia, mentre i delfini non sono stati avvistati nella famosa città lagunare bensì a centinaia di miglia di distanza in un porto in Sardegna. Infine sugli elefanti è arrivata la smentita ufficiale dalla Cina. I pachidermi erano in un villaggio della provincia dello Yunan ma sono endemici, ossia tipici di quel territorio e di certo non erano ubriachi come si affermava!

L’indiana Kaveri Ganapathi Ahuja ha ricevuto un milione di “like” mettendo insieme gli avvistamenti dei cigni pubblicando le foto senza sapere che fossero tipici in quelle zone. Nel tweet si legge: «Ecco un effetto collaterale inaspettato della pandemia. L’acqua che scorre attraverso i canali di Venezia è chiara per la prima volta da sempre. I pesci sono visibili, i cigni sono tornati.» Ahuja ha affermato, infatti, che intendeva solo pubblicare una bella notizia a fronte di tante negative sul covid-19. Nonostante sappia ormai la realtà sui cigni, preferisce non cancellare il tweet per il record personale di like.

Questo divampare delle fake news avviene probabilmente anche per motivi più intimi e personali. In tempi così incerti e critici vedere gli animali girare e vivere felici aiuta emotivamente le persone a distrarsi.

La verità dietro un trend post

L’indiana Kaveri Ganapathi Ahuja ha ricevuto un milione di “like” mettendo insieme gli avvistamenti dei cigni pubblicando le foto senza sapere che fossero tipici in quelle zone. Nel tweet si legge: «Ecco un effetto collaterale inaspettato della pandemia. L’acqua che scorre attraverso i canali di Venezia è chiara per la prima volta da sempre. I pesci sono visibili, i cigni sono tornati.» Ahuja ha affermato, infatti, che intendeva solo pubblicare una bella notizia a fronte di tante negative sul covid-19. Nonostante sappia ormai la realtà sui cigni, preferisce non cancellare il tweet per il record personale di like.

Lo sviluppatore web ed esperto di verifica delle immagini Paulo Ordoveza sul suo account twitter smaschera i post falsi divenuti virali. Approfondendo lo studio di queste dinamiche, spiega come avere un alto gradimento nei post sul web possa generare euforia, ma anche che l’avidità della viralità può generare l’impulso a propagare disinformazione. Dello stesso parere è Erin Vogel, psicologa sociale e post-dottorato presso la Stanford University. Fa notare che i post con più successo generano una ricompensa sociale immediata e fanno sentire bene, gli studi hanno scoperto che può dare un forte impulso all’autostima.

La Natura protagonista in una gara di tweet

«La Natura ha appena premuto il pulsante di ripristino su di noi.»

Questo è uno dei tanti tweet virali che si leggono in questi giorni. La crisi economica, il panico generato da una pandemia globale e l’ isolamento forzato spingono le persone alla ricerca di gratificazione attraverso i social. Si prova una soddisfazione immediata attraverso la pubblicazione di post di successo e positivi. La dott. Vogel fa capire che vedere gli animali prosperare sembra dare un senso, un risvolto positivo alla situazione vissuta. 

Susan Clayton, professoressa di Psicologia e Studi Ambientali al College of Wooster in Ohio, porta invece l’attenzione sul potere della natura. Sembra infatti che le persone sperino in una forza intrinseca della natura che la spingerebbe a risanarsi dall’eccessivo inquinamento. Idea che potrebbe rivelarsi illusoria data la quantità e gravità dei danni che sono stati causati alla Terra.

Ci possono essere danni nel diffondere false speranze in tempi di crisi perché – ci spiega la dott. Vogel – le persone sono diffidenti e sotto stress, quindi scoprire la falsità di alcune notizie potrebbe essere ancora più dannoso e demoralizzante. La speranza diffusa tramite i social media svolge un ruolo fondamentale nel mantenere alto il morale delle persone a patto però che siano notizie vere.

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