‘Le nozze di Figaro’, un Mozart tutto da ridere

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Le nozze di Figaro di Mozart

“Le nozze di Figaro” di Mozart, o “La folle journée ou le mariage de Figaro”, è in realtà un’opera di Beaumarchais, rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1784 e riproposta sapientemente dal librettista Lorenzo Da Ponte, solo sotto stretto suggerimento di W. A. Mozart. L’opera originale fu proibita a Vienna, perché considerata politicamente sovversiva, ma Mozart decise di metterla in scena sotto forma di Opera italiana.

Il capolavoro desta fin da subito grande curiosità, la composizione rimase segreta e fu terminata con non poche difficoltà, dovendo tenere in considerazione le esigenze della censura. Mozart e Da Ponte hanno il merito di aver purificato il testo da ogni allusione politica o satirica per volgere tutto in decenza, grazia e bellezza.

‘Le nozze di Figaro’ di Mozart 

L’opera divisa in quattro atti ha una particolarità: se scorriamo l’indice di un’esemplare partitura de “Le nozze di Figaro”, troviamo immediatamente un aspetto in cui quest’opera differisce da tutte quelle ad essa contemporanee. Nella maggior parte delle Opere italiane, l’aria solistica costituisce la forma principale, mentre qui esse ricoprono solo la metà della parte musicale, altrettanto ricca di duetti e terzetti. L’inusuale lunghezza de “Le Nozze di Figaro” di Mozart è dovuta all’importanza dell’azione drammatica, ma anche all’insistenza dei cantanti nel far rispettare i loro diritti in materia di Arie, non sempre utili al moto dell’opera. Tutte queste e tante altre peculiarità fanno de “Le nozze di Figaro” un’opera senza precedenti, ricca di uno splendore appartenuto ad un’epoca passata, ma ancora tutt’oggi attuale.

Presso il castello di Aguas-Frescas in Siviglia

L’opera tratta della stramba avventura di Figaro e Susanna, servi alla corte d’Almaviva, che cercano, nonostante l’intricato garbuglio di situazioni e persone, di convolare a nozze.

Figaro e Susanna sono in procinto di convolare a nozze. Durante i preparativi Figaro tesse le lodi del Conte, del quale Susanna dubita poiché ritiene avere altri interessi verso la sua persona. Molti ostacolano queste nozze, tra cui la non più giovane Marcellina, che intende utilizzare il debito contratto in passato da Figaro come causale per costringerlo a convolare a nozze con lei. La donna è aiutata da Don Bartolo, importante avvocato, bramante anch’egli di vendetta verso Figaro per cause amorose passate.

Intanto Cherubino, paggio di corte, chiede a Susanna di aiutarlo nel vedere la Contessa, di cui è segretamente innamorato. L’incontro avviene e Cherubino apre finalmente alla dama il proprio cuore eseguendo la celebre Aria “Non so più cosa son, cosa faccio”. Il triste destino fa sì che il giovane sia scoperto dal Conte, il quale ordina l’imminente partenza del paggio per Siviglia, che però resterà segretamente a corte. L’atto si conclude con Figaro che si prende gioco del giovane attraverso l’aria “Non più andrai, farfallone amoroso”.

Susanna decide di raccontare alla Contessa delle attenzioni rivoltale dal Conte e insieme a Figaro organizzano un ardito piano per smascherarlo. Susanna inviterà il conte per una passeggiata, finalizzata a lasciarsi andare alle sue lusinghe, ma a presentarsi sarà Cherubino. Durante i rumorosi preparativi che servono a preparare il paggio, nella stanza della Contessa irrompe il Conte, Cherubino spaventato salta dalla finestra e Susanna ne prende il posto. Il Conte dunque chiede perdono alla moglie per aver dubitato di lei ma il romantico quadro è interrotto dal giardiniere, Antonio, che dichiara di aver visto realmente qualcuno saltare dalla finestra della Contessa.

Tanti impedimenti e colpi di scena per le nozze di Figaro

Figaro cerca di riparare dicendo d’esser stato lui a saltare, ma ecco che un nuovo ostacolo si interpone al suo matrimonio. Marcellina e Don Bartolo sono in possesso di documenti che costringono il giovane a sposarsi con la donna. Un segno sul braccio di Figaro però farà sì che Marcellina riconosca in lui suo figlio, avuto dalla relazione passata con Don Bartolo. La donna felice d’aver ritrovato il figlio, concede ai due giovani di sposarsi e abbona il debito come regalo di nozze. La Contessa prosegue con il suo piano per smascherare il marito. L’incontro ci sarà, ma a differenza del vecchio progetto ad incontrare il Conte non sarà Cherubino, bensì la Contessa stessa. Intanto a corte c’è clima di festa date le nozze di Figaro con Susanna e di Marcellina con Don Bartolo.

Giunta la notte le donne si scambiano d’abito, preparandosi all’incontro fatidico. Figaro capisce erroneamente che a dare appuntamento al Conte è stata volontariamente sua moglie e si apposta dietro dei cespugli per svelarne l’infedeltà. Intanto giunge il Conte che crede di corteggiare la sua ambita Susanna. Un rumore farà si che la Contessa possa scappare nel bosco e mentre il Conte si accerta che non ci sia nessuno, Figaro è raggiunto dalla vera Susanna travestita da Contessa che, malgrado il suo tentativo di simulazione, sarà scoperta dal suo amato.

Il lieto epilogo

Il giovane servo punisce la moglie dapprima fingendo di accettare e corrispondere le avance della finta Contessa. Alla fine i due si ricongiungono e proprio nell’atto di abbracciarsi sono scorti dal Conte che crede di vedere sua moglie tra le braccia di un altro uomo. A quel punto la vera Contessa sbuca dal bosco e chiarisce l’intera situazione. Il Conte implora perdono il perdono della moglie e finalmente anche Figaro e Susanna possono godere delle proprie nozze. L’opera termina con l’aria “Ah, tutti contenti”.

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