“Cagne di paglia” di Sofia Torre: sessualità e secondarietà emotiva, non solo nel cinema porno

“Cagne di paglia” è un ebook di Sofia Torre, fresco di stampa per i Quanti di Einaudi. Scritto con una confidenzialità ammirevole e sincera, se ne apprezza sin da subito lo stile personalissimo combinato con i Porn Studies di cui l’autrice si occupa maggiormente. Forse è proprio per questo che “Cagne di paglia” risulta interessante sin dalle sue prime battute: parla di desiderio e sessualità, indagati sotto la lente della società attuale.

Quanto assecondiamo gli imperativi sociali? Quanto di ciò che facciamo quotidianamente porta con sé il peso dello sguardo, dei giudizi, degli esempi comportamentali altrui? Inutile girarci intorno: l’uomo sociale è tale perché ha abbandonato lo stato di natura e ha deciso di compiacere il prossimo, che a sua volta agisce allo stesso modo. Così, in un circolo infinito. Questo si verifica anche e soprattutto nei rapporti interpersonali a stretto giro: amici, famiglia, amanti, tutti cedono a compromessi e noi pure. Tuttavia, c’è chi rinuncia più dell’altro, e, soprattutto quando parliamo di istinto, ecco che ci si aspetta che la natura faccia la sua manifestazione e si presenti. Ma non lo fa. E non lo fa in quanto la società – vale a dire noi – non lo consente. Preferisce normalizzare, omologare.

“Cane di paglia” Il rapporto tra potere e desiderio

Lo scritto, però, non si arresta a questo livello di indagine, bensì approfondisce ancor di più gran parte degli aspetti relazionali. Sofia Torre si concentra, specialmente, sul rapporto privato tra se stessa e un uomo sposato con figli. Lui nel pieno possesso di sé, del proprio lavoro, della propria vita; lei in una posizione di subalternità, comunicativa e sessuale, con il suo amante. Questo esempio funge da pretesto per Torre, che dà alla relazione con quest’uomo una forma piramidale in cui lui e i suoi bisogni si trovano al vertice. Quella che sembra una vera e propria conversazione instaurata con chi legge, prende avvio da una domanda.

In una società che vede la totale adesione al lavoro come struttura di senso e come unico orizzonte possibile, pensare alle relazioni e alle passioni come a un’esperienza totalizzante e potenzialmente distruttiva mi sembrava una formula infallibile per andare in pezzi. Perché lo volevo?

La donna è destinata alla secondarietà emotiva?

La definisce “secondarietà emotiva” ed è il punto di partenza per iniziare l’indagine del rapporto tra desiderio e potere. Non è solo l’amore non corrisposto a creare il dislivello relazionale – ci sarà sempre chi investirà di più e chi di meno in un rapporto, e non sono mai ruoli fissi ma alternati –, e d’altronde poco importa che ci sia scarto amoroso. È il potere il vero discrimine. E non solo quello economico, ma anche personale: più si fa sfoggio di un certo autocontrollo, di una sicurezza, più il senso di potere si accresce. Noi ci crediamo, vi cediamo, e così anche chi ci sta intorno. “Cagne di paglia” è proprio incentrato su questo tipico schema che, più si diventa adulti, più si replica e si adatta alle aspettative della società: così, l’idea di una relazione amorosa si traduce in un bisogno di essere visti e riconosciuti dall’esterno.

Sofia Torre sulla sessualità femminile e il pensiero sociale

Ecco cos’è, spesso, l’infatuazione: il prodotto di una combinazione tra potere, prospettive sociali e desiderio. Anche il desiderio assume un’accezione tutta particolare e, d’altronde, veritiera nello scritto di Sofia Torre: sempre soggettivo, quindi sempre ingiusto, discriminatorio, lo si asseconda sotto la spinta del potere sessuale. Al termine della propria indagine, l’autrice passa al vaglio il tema del consenso indagato da tre punti di vista, tre esempi provenienti rispettivamente dal cinema porno, da quello tradizionale e dalla letteratura. “Consent” di Dana Vespoli, “Cane di paglia” di Sam Peckinpah e “Storia di O” di Dominique Aury parlano di consenso e consapevolezza dei propri piaceri sessuali, ma anche di giochi di potere e di quanto quest’ultimi pesino sui rapporti tra partner.

Il titolo “Cagne di Paglia” di Sofia Torre fa riferimento evidentemente al film di Peckinpah, che a sua volta prende ispirazione dal Tao Te Ching, di cui l’autrice fornirà una citazione e una spiegazione. Tuttavia, la declinazione è al femminile non tanto per fornire un’opinione sulla critica femminista attuale, quanto per rendere incisivo il pensiero della società sulla femminilità. Sofia Torre espone la sua esperienza e la coniuga con gli studi di cui si occupa, scegliendo una prosa diretta. La sua voce si quasi divide in due stili: quello più confidenziale, che fa subito presa su chi legge, e quello specialistico, che rimane comunque onesto e chiaro. “Cagne di paglia” è consigliatissimo, in quanto focalizzato sui temi più attuali della sessualità, ma al contempo sincero e privo di giudizi nei confronti degli egoismi personali e delle esigenze sociali.

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"Cagne di paglia"
Cagne di paglia di Sofia Torre

“Cagne di paglia” è un ebook di Sofia Torre, fresco di stampa per i Quanti di Einaudi. Scritto con una confidenzialità ammirevole e sincera, se ne apprezza sin da subito lo stile personalissimo combinato con i Porn Studies di cui l'autrice si occupa maggiormente. Forse è proprio per questo che “Cagne di paglia” risulta interessante sin dalle sue prime battute: parla di desiderio e sessualità, indagati sotto la lente della società attuale.

URL: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/cagne-di-paglia-sofia-torre-9788858443095/

Autore: Sofia Torre

Autore: Einaudi Editore

ISBN: 9788858443095

Formato: https://schema.org/EBook

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