“Pioggia sottile” di Luis Landero: l’ineffibilità delle crisi familiari

“Pioggia sottile” di Luis Landero si ambienta a Madrid e segue le dinamiche di una famiglia dagli anni ’80 circa fino ai tempi moderni, ma avrebbe potuto ambientarsi dovunque. Il luogo non è importante e non incide affatto sullo stato d’animo dei personaggi, che vivono in modo ombelicale ed egoistico, finendo per pesare su chi, invece, non sa essere egocentrico ma neanche immaginarsi al centro della propria vita, optando nel finale per una drastica soluzione.

Luis Landero offre uno spaccato terribilmente complicato e labirintico dei rapporti familiari, logorati da bugie, non-detti o, al contrario, scenate melodrammatiche. Lo spauracchio per eccellenza è l’infanzia, che fa da punto di partenza per tutti i traumi e gli errori dei personaggi. Così, il passato e il presente comunicano in modo incessante tra loro, sfiancando di fatto l’animo dei protagonisti e le orecchie di quella principale, Aurora.

Sebbene quest’ultima subisca i racconti, pesanti e continui, di tutta la famiglia del marito e non si ponga mai al primo posto, chi legge ne avverte ugualmente i pensieri, il malessere, gli scricchiolii dello spirito. Questo è, però, un romanzo che pone al suo centro il tema dell’ineffabilità. Perciò non stupisce che Aurora non gridi mai i suoi tormenti, le sue paure, ed è perfettamente coerente con la struttura generale di “Pioggia sottile”.

La famiglia per Luis Landero è una trappola nel formicaio della memoria

La famiglia è una trappola e così anche la vita dei suoi componenti diventa inevitabilmente un tormento. La memoria li inganna o forse no. Chi legge rimane sempre dubbioso su quale sia la verità e dove si collochi, il che è un espediente dello scrittore per far comprendere lo stato d’animo della protagonista, ma anche per creare uno stato di tensione che non si esaurisce mai. In questo modo “Pioggia sottile” si lascia leggere fino alla fine, nonostante i temi complessi e le inquietudini di Andrea, Sonia e Gabriel che pesano su Aurora come macigni. Esibiscono, in telefonate-fiume o in semplici conversazioni, tutti i loro dolori uno dietro l’altro, scavando nel passato e perdendosi in quello che viene definito “formicaio della memoria”.

È sfiancante. Dovreste prendervi una pausa dal passato, smettere di frugarci dentro…

Così, questo “formicaio” scava e crea un buco nero e vertiginoso, dal quale è difficile uscire per prendere aria. Ogni avvenimento diventa una scusa valida per chiamare Aurora e discutere, parlando raramente con il diretto interessato. Infatti, il pretesto per far incendiare la miccia è una festa di compleanno per la matriarca della famiglia, contro la quale si scagliano le due figlie femmine e che viene invece protetta dall’unico maschio.

Le recriminazioni, i pentimenti, le rievocazioni falsate la fanno da padrone per l’intero romanzo e, come confondono Aurora, ugualmente scompigliano le idee di chi legge. L’immagine preponderante del romanzo, oltre a quella del formicaio, potrebbe essere anche quella del labirinto proprio per via del subbuglio creato dai racconti che si intrecciano tra loro. Nella lettura, perciò, convivono due differenti piani: la stanchezza provocata dalle voci che si sovrastano, e la ricerca del bandolo della matassa.

Aurora sentì che qualcosa cominciava a rompersi dentro di lei, e in quell’istante ebbe solo voglia di dormire, di affondare in un sonno profondo che la liberasse dall’incubo della realtà.

La pioggia sottile e profonda sul dolore solitario di Aurora

La pioggia sottile citata nel titolo è proprio quella che, nonostante non scrosci tempestosa, penetra più in profondità nel terreno. Allo stesso modo Aurora si assume il peso delle storie e dei giudizi altrui, lascia che la invadano ma, anziché nutrirla, la affamano e la prostrano. Così si scopre un altro dei temi di “Pioggia sottile” – la solitudine – che più di tutti riguarda Aurora. Sebbene conduca un’esistenza complessa, si rifiuta di esibire il proprio dolore, ma è quasi costretta a tenerlo per sé, per non unirsi al coro dei lamenti familiari.

Lo stile

“Pioggia sottile” di Luis Landero non è caratterizzato da una scrittura per nulla delicata o lieve, ma presenta una prosa volutamente caotica, fatta di lunghe frasi articolate e ipotattiche. Tutto il contrario di ciò che il titolo vorrebbe evocare – finezza e grazia – risiede nello stile pieno e complesso di Landero, compresi i frequenti dialoghi. Tuttavia, la forza del titolo viene compresa solo nel finale e se si ripercorre con la mente il percorso mentale tortuoso della protagonista principale.

Pioggia sottile
Pioggia sottile di Luis Landero

"Pioggia sottile" di Luis Landero si ambienta a Madrid e segue le dinamiche di una famiglia dagli anni '80 circa fino ai tempi moderni, ma avrebbe potuto ambientarsi dovunque. Il luogo non è importante e non incide affatto sullo stato d'animo dei personaggi, che vivono in modo ombelicale ed egoistico, finendo per pesare su chi, invece, non sa essere egocentrico ma neanche immaginarsi al centro della propria vita, optando nel finale per una drastica soluzione.

URL: https://fazieditore.it/catalogo-libri/pioggia-sottile/

Autore: Luis Landero

Autore: Fazi Editore

ISBN: 9791259673909

Formato: https://schema.org/EBook

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