Serge di Yasmina Reza con empatica ironia verso l’uomo e i campi di sterminio

“Serge” è un romanzo di Yasmina Reza, pubblicato nel 2022. Il punto di vista dell’autrice è unico e trascinante. È lo sguardo di un’attenta osservatrice della realtà di uomini e donne in rotta di collisione ma, inaspettatamente, calmi. Per questo, Yasmina Reza parla di tutti noi che, seppur colti da malinconie, proseguiamo la nostra esistenza un po’ per inerzia, un po’ per istintiva e incomprensibile voglia.

Quel che di “Serge” si apprezza e si nota sin dalle prime pagine è lo stile spassosissimo dell’autrice. Sono molti gli episodi caratterizzati da un’ironia che non appare sarcastica, anzi, totalmente empatica con i bisogni e le debolezze dell’essere umano. L’episodio che costituisce il corpo centrale del romanzo è senza dubbio la visita nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau.

I commenti del narratore interno risultano, per chi legge, divertenti e spiritosi: Yasmina Reza non ha filtri né ossequiosi riguardi verso i rapporti amorosi, quelli tra genitori e figli, tra uomini e donne, né, tantomeno, verso i luoghi – fisici e non – preposti al silenzio e al raccoglimento. Ad Auschwitz, i rami sfilacciati e solitari della famiglia Popper – cioè, i tre fratelli Serge, Jean e Nana – sono i protagonisti di un’esperienza turistica che, in sé, non avrebbe nulla di comico se non fosse per i commenti del narratore.

Il lato divertente di “Serge”

La peculiarità del romanzo di Reza sta anche nella scelta lessicale e formale. I dialoghi sono verosimili e anche arguti, pungenti. Ogni volta un battibecco in famiglia, o un personaggio si spende in un commento ad alta voce su un altro, si chiude con un’ultima frase che ferisce l’ego altrui. Oppure, sbaraglia i codici deontologici del buon costume, come quando, appunto, la visita nei campi di concentramento strappa più di un sorriso, o quando la capo famiglia Popper annuncia di avere un cancro. Anche in quest’ultimo caso, Yasmina Reza non perde tempo in inutili osservazioni emotive. Passa subito a parlare di morte e sepolture: «con gli ebrei no», dice Marta Popper alla scelta del luogo del suo riposo eterno. L’appartenenza dei Popper all’ebraismo è, di certo, di grande rilievo per comprendere l’animo dei tre fratelli:

E nemmeno si può dire che noi ci siamo interessati alla loro saga. Chi ha voglia di andare a impegolarsi nella religione e nella morte? Non si dice abbastanza la leggerezza che procura l’assenza di eredità

Anche in questo caso, Reza scardina un’altra certezza. L’importanza di avere radici salde, di cui si possa conoscere la storia e il passato, in “Serge” non ha senso di esistere, almeno per due dei tre Popper. Nana, invece, è colei che contribuisce a rendere comica la visita in Polonia con i suoi commenti al miele e le banali constatazioni. È quella che non vuole recidere un legame con le sue origini, che, però, omologa e generalizza. Nana è correttissima, perfetta e smaniosa di dimostrarlo. Serge, invece, è il suo opposto: non ha rispetto per nessuno, svilisce ogni rapporto, perfino quello con la figlia Joséphine, è un perdente e ha delle sue piccole ossessioni.

L’attenzione di Yasmina Reza per uomini e donne

Dal punto di vista delle vicende narrative, l’episodio ad Auschwitz e Birkenau si pone al centro del romanzo, mentre il perno dei personaggi è proprio Serge. Tutti ne hanno un’opinione, ma ognuna di essa discorda dall’altra. Chi legge, però, tende ad assorbire soprattutto il punto di vista del narratore, Jean, il fratello di mezzo che stravede per quello maggiore. Ne scruta la fisicità, nota ogni piccolo cambiamento corporeo, ogni tic, ogni gesto, e lo rielabora dentro di sé. Serge ha il carattere dei padri di famiglia di una volta: è schivo, tutto e niente, spietato e fragile al tempo stesso. Jean non ha proprio un giudizio univoco e gridato su di lui, diversamente dagli altri familiari. Tuttavia, lo segue e lo imita così tanto che chi legge non fa fatica a vederne una specie di venerazione.

Lo sguardo di Jean non si limita soltanto a Serge. Dal singolo, infatti, si arriva ad un’analisi complessiva di tutti i “tipi” umani presenti nel romanzo. Yasmina Reza scrive da perfetta osservatrice quale è: l’ironia, la comicità delle situazioni, i caratteri esasperati e agli antipodi di alcuni personaggi non solo hanno il pregio di offrire un intrattenimento di qualità a chi legge, ma si qualificano come specchi dei tempi correnti. “Serge” si muove perfettamente sulla linea temporale, crea, cioè, un riuscito dialogo tra il passato e il presente di uomini e donne di mezza età. L’uso dell’ironia empatica in Reza riflette sulla nostalgia e sui fallimenti che gravano sulle esistenze di ognuno di noi. La scelta di personaggi in età – in teoria – matura è accuratissima: risentono più di tutti del tempo che passa, della memoria che svanisce e delle aspettative disattese sulla propria vita.

Ti è piaciuto questo articolo?

Clicca sulla stella per votare!

Media / 5. Voti:

Nessuna valutazione per il momento. Vota per primo!

Serge
Serge di Yasmina Reza

“Serge” è un romanzo di Yasmina Reza, pubblicato nel 2022. Il punto di vista dell’autrice è unico e trascinante. È lo sguardo di un’attenta osservatrice della realtà di uomini e donne in rotta di collisione ma, inaspettatamente, calmi. Per questo, Yasmina Reza parla di tutti noi che, seppur colti da malinconie, proseguiamo la nostra esistenza un po’ per inerzia, un po’ per istintiva e incomprensibile voglia.

URL: https://www.adelphi.it/libro/9788845936579

Autore: Yasmina Reza

Autore: Adelphi Editore

ISBN: 9788845936579

Formato: https://schema.org/Paperback

Valutazione dell'editor
3

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.