Licorice Pizza di Paul Anderson corre verso l'amore- il Chaos

“Licorice Pizza” di Paul Anderson corre verso un amore libero da etichette

Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson

“Licorice Pizza” di Paul Thomas Anderson è una storia d’amore di cui si vede ogni passo, ogni sguardo, ogni incertezza, ogni emozione, ogni rincorsa. La trama è in parte ispirata all’esperienza personale del regista che ebbe una cotta per la sua insegnante Donna Haim – madre della protagonista nella realtà, nonché nel film -.

Chi sono i protagonisti di “Licorice Pizza”? Anderson ha voluto due attori esordienti per rendere la storia autentica. Alana Haim è membro della band “Haim” insieme alle sue sorelle – presenti nella pellicola come membri della sua famiglia, insieme al padre -, mentre Cooper Hoffman è il figlio d’arte di Philip Seymour Hoffman che ha recitato in diversi film del regista americano. 

«Non ti ricorderai mai di me.» – Alana 
«Io non ti dimenticherò e tu non dimenticherai me.» – Gary 

“Licorice Pizza” di Paul Thomas Anderson. Incontri e intrecci tra Alana e Gary 

Il modo in cui Alana e Gary si incontrano nel film nasce da un ricordo d’infanzia del regista. Un giorno, mentre passeggiava, vide diversi alunni scattarsi fotografie e, tra loro, un giovane 14enne cercava di conquistare una delle ragazze che lavorava per l’impresa fotografica. Inizia in maniera semplice, con un incontro casuale, la storia tra i due protagonisti. Arrivano in direzioni opposte, lui 15 anni e lei 25, lui studente, piccolo imprenditore intraprendente e giovane attore, lei giovane donna di famiglia ebrea, in continuo movimento, tra un lavoro e l’altro. Ma si incontrano. 

«Non chiamarmi continuamente. Non siamo fidanzato e fidanzata, siamo… lo sai.» – Alana 
«Lo so.» – Gary 

La differenza di età sembra porre un freno alla volontà di amarsi, tuttavia trovano un modo per far parte l’uno della vita dell’altro. Diventano amici e colleghi, litigano, si allontanano e ritornano. Con questi elementi semplici, Anderson riesce a dare voce all’interiorità, a un sentimento profondo, inspiegabile e non sempre esternato esplicitamente, se non nei piccoli comportamenti che denotano l’intensità del legame.

Anderson dà voce all’amore più puro, quello vero, in modo velato eppure evidente, nei gesti, nelle parole, nelle provocazioni e nelle rincorse l’uno contro l’altro. Nonostante le vicende, gli alti e bassi, il sentimento tra i due protagonisti è sempre lì. Aleggia dentro e intorno a loro, fino a che i due si prendono per mano e percorrono la stessa direzione. 

La centralità dell’amore in “Licorice Pizza”

La pellicola mostra la crescita di un sentimento profondo e la crescita di coloro che lo provano. Spesso questo movimento dell’anima viene tenuto nascosto per motivi diversi. Seppur con un breve riferimento, Anderson lo dimostra anche con il timore di un amore che non viene accettato, quello omosessuale tra il consigliere e il suo compagno. Con questo cenno, il regista sottolinea l’universalità dell’amore.

Ogni amore ha le sue difficoltà, tuttavia ogni amore vale la pena di essere vissuto. Alana e Gary lo capiscono. La tensione tra loro cresce episodio dopo episodio. Sembra possano essere solo amici, ma la gelosia e le numerose sensazioni che sentono li portano a scontrarsi e incontrarsi continuamente, anche con ironia. 

«C’è troppo nudo nei film in questo momento. Mostreresti le tette in un film, ma non le mostri a me.» – Gary
«Perché non chiedi a una della tua età di mostrati le tette?» – Alana
«Perché lo chiedo a te.» – Gary 

L’amore è atemporale, è una tensione persistente, una fiamma sempre accesa. I protagonisti tengono viva quella fiamma, pur non definendo la loro relazione. L’importante è stare insieme, condividere il proprio tempo, guardarsi e sorridere, litigare e chiarire. Alana e Gary diventano lo specchio di tutti coloro che amano e che vogliono amare. Diventano l’immagine di emozioni sfrenate che vanno rincorse, coltivate, vissute nella loro pienezza. L’amore è un sentimento frenetico, proprio come i due protagonisti. Non si ferma mai, come loro.

Con questo film penetrante mascherato da teen movie, Paul Thomas Anderson spinge gli spettatori a vivere la vita in tutte le sue sfumature, a correre verso ciò che si vuole e a non lasciarlo andare, nonostante le incertezze, a lottare per le piccole cose, a provare e rischiare per non avere rimpianti, per liberare i propri sentimenti, lasciarli fluire e viverli nella loro integrità.  

Curiosità tra “figli di” e sorprese sul set!

“Licorice Pizza” inizialmente doveva chiamarsi “Alana e Gary”. Il regista e sceneggiatore statunitense – che qui firma anche la fotografia insieme a Michael Bauman – decide però di ricorrere ad alcuni elementi e riferimenti della sua infanzia e quindi degli anni ‘70. Così “Licorice Pizza” prende il nome da una catena di negozi di dischi della California.

A proposito di dischi, oltre ai luoghi della San Fernando Valley e ai colori della fotografia che riportano direttamente a quegli anni, la pellicola viene arricchita dalla colonna sonora curata da Jonny Greenwood. Nina Simone, Sonny & Cher, The Doors, Paul McCartney e David Bowie con “Life On Mars?” sono soltanto alcuni dei musicisti che accompagnano questa commedia sentimentale. 

«Sei una maledetta combattente del cazzo. Mi piace.» – Mary Grady 

Ma non è tutto. I giovani protagonisti sono affiancati da altrettanti giovani, tra cui i figli del regista, da grandi attori come Sean Penn e Tom Waits, e da George DiCaprio – scrittore e artista, padre di Leonardo DiCaprio -.

Bradley Cooper, invece, è stata una sorpresa per i debuttanti. Non sapevano facesse parte del cast, infatti la prima scena in cui appare è stato anche il momento in cui loro lo hanno scoperto e la camera stava già registrando. Insomma “Licorice Pizza” è un film emozionante che viene vissuto dallo spettatore fino alla fine, insieme ai suoi personaggi, e lo lascia con la sensazione di aver visto qualcosa di grande che solo in apparenza è comune.  

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Laureata in mediazione linguistica e culturale. Amo il cinema, la letteratura, la musica e l’arte. Ogni tanto mi fingo fotografa. Au milieu de l’hiver, j’ai découvert en moi un invincible été. – Albert Camus

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