"Luca", Disney Pixar, omaggia un'Italia incantevole e due mondi diversi - il Chaos

“Luca”, Disney Pixar, unisce due mondi diversi in un omaggio all’Italia e alla diversità

Luca Disney Pixar

Con “Luca”, Disney-Pixar, Enrico Casarosa debutta nel lungometraggio e gioca tra ricordi di infanzia e musiche contagiose del reportorio italiano. Le suggestioni evocate nel film, mostrano l’immagine di un’Italia incantevole, immersa nella bellezza naturalistica e nella spensieratezza di un’epoca. Il film nasce infatti dal talento e dai ricordi d’infanzia di Enrico Casarosa. È lui stesso a definire “Luca” una “lettera d’amore” all’Italia degli anni ’50 e alla giovinezza, periodo durante il quale si scopre pian piano la propria identità. Appoggiandosi ad una grafica vivace, trasmette tutto il fascino delle Cinque Terre nella terra ligure.

«L’ispirazione siamo io e il mio migliore amico, e la nostra amicizia. Ci siamo conosciuti quando avevamo circa 11 o 12 anni. Io ero molto timido e cauto, mentre lui era libero di mettersi nei guai, di correre in giro. Questo mi ha davvero spalancato al mondo! Quelle estati infinite possono davvero sigillare per sempre un’amicizia.» – Enrico Casarosa

“Luca” si qualifica come il primo film Disney e Pixar ambientato in Italia e diretto da un italiano.

Con “Luca” Disney-Pixar esplora le diversità

“Luca” attinge il brio e la vivacità dal clima e dalla cultura italiana tipica degli anni ‘50 in poi. Si segue la storia di due creature marine giunte sulla terra sotto sembianze umane. E qui sta la loro diversità: nell’apparenza.

«Camminare è come nuotare, ma senza pinne o coda e ovviamente acqua. Se togli questo è lo stesso, credimi!» – Alberto 

Eppure avere dei tratti differenti non implica realmente un’alterità. I sogni, la curiosità, la ricerca di avventura e quella di una famiglia, in fondo sono gli stessi per tutti. Nel corso del film il tema della diversità va di pari passo con quello della discriminazione e dell’inclusione. Gli abitanti di Portorosso vogliono cacciare i mostri marini, ne sono spaventati. Affiora quindi la paura del diverso. 

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“Luca” suggerisce di aprirsi alla diversità e di accoglierla invece che di respingerla. L’insegnamento di base e il modello che la combo Disney-Pixar vuole lanciare con questo film risiede proprio della preziosità del diverso. Ancora una volta nascono nuovi “eroi” per i piccoli spettatori, che si fanno portatori di una visione più inclusiva e aperta del reale, dove le differenze e le diversità trovano nuova luce e degno spazio, per essere accolte e valorizzate.

Chi è Bruno? L’individualità a un passo dalla comfort zone

Tutto ha inizio solo quando Luca, il pesciolino pastorello degli abissi, riesce ad allontanarsi dalla sua comfort zone. L’ansia del cambiamento si contrappone alla voglia di avventura e di vedere il mondo. Così, aiutato dall’amico Alberto, cerca di mettere a tacere il suo “Bruno”.

Bruno è la voce della coscienza, della ragione e nel contempo delle insicurezze e del timore di spingersi un po’ più in là. Bruno dà voce agli insegnamenti e alle premure dei genitori, è l’insieme dei pensieri che affollano la mente quando si sta per fare qualcosa di nuovo. Ma è proprio la ribellione a Bruno che porta allo sviluppo della storia.

«Luca è semplice, non ascoltare quel babbeo di Bruno. […] Chiamalo come ti pare, ma fallo smettere. Dì: Silenzio Bruno!» – Alberto 

“Luca” come LGBTQ+: nascondere l’identità

Per molti, uno degli elementi più importanti presenti nel lungometraggio animato è la similarità tra la situazione che vivono i due amici e la comunità LGBTQ+. Il dover nascondere chi si è realmente e la preoccupazione di non essere accettati dagli altri, rendono più difficile riuscire ad affermare la propria identità. Però con “Luca” Disney-Pixar vuole rendere visibile un approccio alternativo e più salutare: smettere di provare angoscia per chi si è. Mostrare la propria individualità e non relegandola più in un angolo è la chiave per il sollievo e la serenità. 

Con “Luca” Disney-Pixar omaggiano l’Italia e il cinema

Nel film, dal nome dei personaggi alle città che fanno da sfondo alle vicende, numerosi sono gli omaggi al Paese e alla cultura italiana. Immancabile la tradizione culinaria con piatti di pasta e gelati, ma anche la classica Vespa anni ’50, simbolo dell’epoca e della Nazione, ma non solo. La colonna sonora originale include conosciutissime musiche allegre e scanzonate come “Andavo a cento all’ora” e “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” di Gianni Morandi, “Tintarella di luna” di Mina e “Il gatto e la volpe” di Edoardo Bennato. 

La piazzetta della cittadina mostra poi ai muri diverse locandine cinematografiche. Si nota iI poster di “Vacanze Romane” di William Wyler e “La strada” di Federino Fellini, ma anche “Ventimila leghe sotto i mari” di Richard Fleischer, riproposti in forma animata. “Attacco al mostro marino” riporta direttamente a Gill-Man, l’anfibio protagonista della trilogia fantascientifica iniziata con “Il mostro della laguna nera”.

La Vespa torna anche tra i riferimenti cinematografici avendo avuto la sua celebrazione proprio in “Vacanze Romane”. Lì, accompagna Audrey Hepburn e Gregory Peck per Roma. Qui, Paguro e Scorfano sperano di usarla per raggiungere posti nuovi. I riferimenti al cinema non sono ancora finiti. Questa volta si ha direttamente l’immagine di un attore. Si tratta della foto in bianco e nero di Marcello Mastroianni che si trova proprio all’interno dello specchietto di una delle vespe costruite dalle creature marine. 

Dal cinema si può passare facilmente alla letteratura con il richiamo a “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi e la menzione del cognome di Giulia, Marcovaldo. Con questo riferimento viene citato il titolo della raccolta di Italo Calvino, “Marcovaldo ovvero Le stagioni in città”

Curiosità: le sculture di Luca e Alberto!

Per celebrare il film Luca di Disney-Pixar, il territorio della Liguria dove è ambientato ha deciso di realizzare un omaggio a Luca e Alberto, i due protagonisti del film d’animazione. Gli artigiani e gli ingegneri italiani si sono coordinati per realizzare due statue subacquee temporanee che riprendono proprio le fattezze dei due personaggi. Sono state installate a largo di Monterosso, alla profondità di 5 metri, usando le stesse tecniche per la realizzazione di barche e tavole da surf, in modo da rispettare l’habitat marino. È così possibile, immergendosi, trovare i propri amici marini lì sul fondale di Monterosso.

Laureata in mediazione linguistica e culturale. Amo il cinema, la letteratura, la musica e l’arte. Ogni tanto mi fingo fotografa. Au milieu de l’hiver, j’ai découvert en moi un invincible été. – Albert Camus
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