‘Migrant Mother’ di Dorothea Lange. Simbolo della Grande Crisi

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“Migrant Mother” di Dorothea Lange: simbolo della Grande Depressione

L’iconico scatto “Migrant Mother” di Dorothea Lange è stato annoverato dal “Time” tra le 100 fotografie più importanti di tutti i tempi. Nel 1936, insieme ad altri fotografi, si avventurò per circa un anno tra le aree rurali dello stato californiano per fare un reportage, commissionato dal governo, sullo stato di povertà in cui versavano contadini, braccianti e operai.

Scattate migliaia di foto, che documentavano la condizione della classe media operaia americana durante la Grande Depressione americana, riuscì a raggruppare abbastanza materiale per il reportage. Stava, quindi, per tornare a casa, visionare il lavoro e sviluppare, ma proprio durante il viaggio di ritorno, lungo la Highway 101 che stavano percorrendo, Lange notò qualcosa che attirò la sua attenzione: un cartello che segnalava un campo di raccoglitori di piselli.

Nonostante l’abbondanza di foto e di dati in possesso, decise comunque di visitare questo altro luogo. Si rivelò essere un accampamento di poveri braccianti, che erano stati attirati lì dalle inserzioni sui giornali, ma che poi erano rimasti senza lavoro, dato che una gelata aveva distrutto il raccolto per il quale erano giunti.

Appena fuori da questo campo, vide una donna con dei bambini riparati sotto una tenda improvvisata ai lati della strada. Inizialmente scattò una foto da lontano, per riprendere l’emblematica scena di quella disperata situazione, ma poi si avvicinò sempre di più alla donna «come se fossi attratta da un magnete», dirà più tardi la fotografa in un’intervista.

"Migrant Mother" di Dorothea Lange

‘Migrant Mother’ di Dorothea Lange. Ritratto di una madre durante la Grande Depressione

«Ho scattato sei foto, avvicinandomi sempre di più dalla stessa direzione, senza chiedergli né il suo nome né la sua storia»

Già al momento dello scatto, Dorothea Lange, venne presa dalla consapevolezza che quella foto non sarebbe stata solo il ritratto di una madre che combatteva la miseria per il bene dei suoi figli, ma anche l’essenza stessa del suo reportage.

Tornata a casa e sviluppate le foto, le consegnò alla “Rural Resettlement Administration”, il dipartimento governativo che le aveva commissionato il lavoro. Quando le foto arrivarono alla redazione del “San Francisco News“, la bellezza dei momenti catturati dall’obbiettivo fu subito notata. Dopo non molto, infatti, uscì un articolo con la sola foto della “Migrant Mother”, in cui ci si chiedeva l’effetto che potesse avere la crisi economica sulla gente comune.

Il clamore che suscitò l’articolo nell’America della Grande Depressione e sopratutto la foto  fu immediato. Poco dopo al campo della “Madre Migrante” arrivarono generi alimentari, vestiti, dottori e medicinali. Ormai la foto era uscita dall’archivio governativo e stava facendo il giro del mondo, consacrando la Lange come una dei migliori fotografi di quegli anni.

Scoperta l’identità della Migrant Mother

L’identità della donna ritratta della foto è rimasta a lungo sconosciuta, finché, 35 anni dopo, un’inchiesta dell’ “Associated Press” riuscì a rintracciarla e a scoprire il suo nome, Florence Thompson. Rivelò di aver sempre odiato quella fotografia, che la ritraeva in una situazione disagiata da cui riuscì a uscire grazie alle sole proprie forze e senza l’aiuto del governo. Inoltre la donna dichiarò anche di essersi sentita tradita da Dorothea, che le aveva promesso di non pubblicare mai quegli scatti. Purtroppo però la fotografa ebbe poco controllo sulla strada percorsa dalle sue fotografie, al punto che queste furono invitare alla redazione del giornale senza fruttarle alcun compenso.

Nel 1983 ormai Florence era malata terminale di cancro e vennero raccolti circa 25.000 dollari per le cure mediche ed il funerale, per ironia della sorte, proprio grazie alla popolarità della foto da lei tanto odiata.

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