“Molto rumore per nulla” di Shakespeare al di là della commedia

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Molto rumore per nulla di William Shakespeare Much Ado About Nothing
Claudio, ingannato da Don Giovanni, accusa Eroe di pietra

“Molto rumore per nulla” di William Shakespeare, analisi e significato a partire dal titolo. Much Ado About Nothing

“Molto rumore per nulla” di William Shakespeare ( “Much ado about nothing”) è una commedia scritta intorno al 1598 e pubblicata nel 1600. La storia, ricca di principi e dame ha un successo immediato, anche grazie alla storia d’amore -secondaria, in realtà- tra Benedick e Beatrice, che valse alla commedia un’intitolazione alternativa: “Beatrice e Benedick” di William Shakespeare. Ma cosa c’è dietro la storia d’amore e l’intreccio degli equivoci? 

Per cominciare, è necessario render conto delle ipotesi che ruotano intorno al significato del titolo originale, “Much ado about nothing”. Ad un primo e superficiale livello, si potrebbe pensare che giochi tutto in base agli inganni che, come di norma, si ordiscono nelle commedie e che sono presenti anche in questa. Infatti una delle parole chiave dell’opera shakespeariana è misprision, ovvero abbaglio, errore. Tuttavia, non solo di scherzi ed imbrogli si deve parlare e, per arrivare a teorie più approfondite, vale la pena concentrarsi su una parola in particolare.  

Nel titolo in lingua originale a spiccare su tutto è nothing -nulla- sul cui senso si sono basate due ipotesi, non discordanti tra loro e, anzi, perfettamente integrabili. La prima ha ragionato sulla somiglianza con la parola noting e su un possibile rapporto con nothing. Ne è risultato un ragionamento del tutto plausibile sul rapporto tra il nulla e ciò che è degno di nota. Nella commedia, infatti, accade che ciò che si osserva, proprio perché visto, appaia come vero anche se in realtà è un trucco e si riduce a niente, appunto.  L’altra ipotesi, invece, ha coinvolto i modi di dire vittoriani per indicare l’organo sessuale femminile – nothing, cioè, in un palese e sarcastico confronto con quello maschile, celebrato e magnificato come vincente e glorioso.  

Il significato del sesso e il misprision di Shakespeare

In “Molto rumore per nulla” il riferimento alla sessualità è senza dubbio un espediente comico, che si ravvisa non solo nel titolo ma anche nei dialoghi. Quest’ultimi hanno una buona dose di sarcasmo e di ironia che contribuiscono a creare allusioni e metafore sessuali, più o meno esplicite.

Quando la dama di compagnia Margaret parla di matrimonio con la pura Ero, accenna ai suoi oneri e usa espressioni doppie come «a pesarvi addosso sarà un uomo». Oppure chiama la “bisbetica” Beatrice, preda di un raffreddore e di dubbi amorosi, «vergine e tappata».

Ma il sesso non suscita soltanto risate e sghignazzamenti, visto l’uso di Shakespeare di metafore quasi tragiche. Quando Benedick dialoga con Beatrice le dice «ti morirò in grembo» riferendosi all’immagine ricorrente dell’orgasmo come una piccola morte. O ancora, quando gli uomini della commedia mettono mano alla spada per dimostrare la loro virilità, il pensiero si dirige verso lo sfoggio del loro organo sessuale. Questo non solo si contrappone a quello femminile nei termini già spiegati, ma ha una sua rilevanza in quanto simbolo della violenza bellica che serpeggia nella sottotrama.  

Prima di passare alla tematica maggiore dell’opera, vale la pena di accennare ad un altro effetto di comicità sfruttato da Shakespeare e ben più ricorrente nel genere comico: gli equivoci. Il misprision è divertente perché si abbatte su tutti: ogni personaggio, tranne il cattivo Don John, prende un abbaglio e in base ad esso agisce di conseguenza, dando vita a una serie di errori. Il numero di personaggi è davvero notevole e questo non può che favorire il senso di confusione in cui ognuno dice la propria, sbagliando e, perciò, facendo ridere il pubblico. 

“Molto rumore per nulla”. La serietà tragica e forte dell’amore

Tuttavia, come noto, il genere comico contiene in sé piccole scintille di serietà e riflessione, il che lo rende fruibile da chiunque. Il pubblico medio ne apprezza la vena simpatica, mentre c’è anche chi ne individua le contraddizioni interne. Di contraddizioni si deve parlare, se una commedia non fa soltanto ridere. In questo caso la componente profonda riguarda le relazioni tra i sessi.

In “Molto rumore per nulla” si creano due coppie ben diverse tra loro: da un lato quella più romantica di Ero e Claudio, dall’altro quella più pungente di Beatrice e Benedick. I primi due sono colti da un innamoramento cortese in cui lei è una giovane remissiva e casta e lui un soldato valoroso e impavido. L’altra coppia si innamora per un imbroglio e con grande sorpresa di tutti, visto il carattere scorbutico di lei e la misoginia di lui. In entrambi i casi, al di là del lieto fine obbligato, ci si sofferma sul grado di violenza e rabbia che l’impulso sessuale porta con sé. 

L’amore di Beatrice e Benedick, Ero e Claudio

Quando Ero viene accusata di adulterio, è proprio Claudio, ingannato da altri, a farlo in pubblica piazza ed è il padre di lei a sperare che lo svenimento della figlia si traduca in una morte imminente che possa ripulirlo dall’onta. Il linguaggio usato nei confronti di Ero diventa in pochi atti dispregiativo – viene chiamata «la Ero di tutti» – e con la stessa facilità torna alla serena placidezza una volta risolto l’inganno. Allo stesso modo, quando Benedick comincia a nutrire i primi sentimenti per Beatrice, la prima reazione è violenta e scortese ed entrambi ripudiano l’amore reciproco con discorsi sarcastici e misantropi. 

“Molto rumore per nulla” di William Shakespeare è un’opera completa di tutto

“Molto rumore per nulla” di Shakespeare ha l’amore, una comicità ironica e d’effetto, ma sotto la patina superficiale risiedono anche riflessioni ben più complesse sul peso del sesso nelle vite degli uomini e delle donne e su come questo venga trattato in modo ineguale. La relazione tra sessi opposti e uguali è al centro della commedia di Shakespeare che, per alcuni temi come il linguaggio violento e l’ordito ingannevole, sembra oscillare verso il tragico.

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