Monumento al bambino mai nato di Hudácek. Un eterno perdono

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"Monumento al bambino mai nato" di Martin Hudàcek

“Monumento al bambino mai nato” di Martin Hudácek è una delle sculture più conosciute del giovane artista. È stata realizzata in dieci mesi di lavoro ed è attualmente conservata a Bardejovska Nova Ves, in Slovacchia. Si tratta di una composizione che ha visto l’impiego di materiali diversi e un estremo coinvolgimento nei confronti della tematica trattata. Hudácek è stato mosso dall’empatia nella fase di ideazione e creazione, si nota il profondo impegno prefuso nell’attenzione ad ogni piccolo particolare, teso a sottolineare la forza della scena riprodotta. 

Sono rappresentati una madre e il suo bambino. La donna è distrutta, dilaniata dalla sofferenza per la morte del figlio. Cade sulle sua ginocchia in preda allo sconforto. Ma vicino a lei, invisibile e immateriale, c’è la manina del piccolo che, in un atto di comprensione e perdono, cerca di consolare la mamma con amore. Si uniscono le due dimensioni in cui si trovano madre e figlio. La madre nella concretezza della sfera terrena e il figlio in una dimensione eterea. Si vive lo strazio della decisione e il perdono nella leggera carezza del bimbo. 

“Monumento al bambino mai nato” di Martin Hudácek. Una tematica calda

L’idea alla base della realizzazione di questa scultura risiede nel gruppo “Movimento di Preghiera delle mamme”.

 «Siamo consapevoli del valore di ogni vita umana ma vogliamo sottolineare i danni che si infliggono, non solo la perdita irreparabile dei bambini ma il declino inesorabile della salute mentale (spesso anche fisica) di ogni donna che decide, spinta da diverse situazioni, di abortire suo figlio».

Si vuole quindi porre l’attenzione al dolore vissuto dalle donne dopo l’aborto. Spesso la società tende a sorvolare su questo aspetto, pensando che se la decisione è stata presa, allora la sofferenza sarà relativa. Eppure sono tanti i casi in cui le donne si sentono costrette e forzate a prendere una decisione del genere e, anche quando invece è realmente una propria forte volontà, le ripercussioni fisiche e psicolgiche della scelta non sono da prendere sotto gamba. Il “Monumento al bambino mai nato” di Martin Hudácek vuole gettar luce su questa realtà instaurandosi così al centro del dibattito contemporaneo.

Quando una madre decide di interrompere una gravidanza spesso non viene compresa, la donna finisce per essere isolata e la comunicazione si interrompe. L’opera vuole comunicare un forte senso di vicinanza e non di abbandono. La stessa creatura, che non verrà portata alla luce, assume un atteggiamento simbiotico e di unione nei confronti della donna. Ci troviamo di fronte ad un passo delicato e devastante, che deve essere vissuto con la giusta misura e una buona dose accettazione. 

Un messaggio di assoluzione che mira al ricongiungimento

L’obiettivo dell’artista è quello di portare alla luce un sentimento indicibile, uno stato d’animo di grande portata, che l’animo femminile prova a nascondere e sotterrare. Un momento di grande sconforto e malinconia che genera malessere fisico e psicologico. Ma nonostante il peso di questo calvario, la scultura vuole essere la testimonianza di un messaggio forte: la madre non è sola e, seppure la vita ci ponga di fronte a scelte difficili, è possibile perdonarsi e rialzarsi. 

Hudáček cerca di risvegliare le coscienze, non delle donne, ma di chi si gira dall’altra parte quando dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, come i tanti padri che lasciano le future mamme drammaticamente sole. La scultura rappresenta un amore e dolore che nemmeno la morte può separare. È dedicata a tutti i bambini mai nati, che resteranno per sempre uniti alla loro mamma in una dimenzione spiriturale.

 «La vita è una tale fatica, bambino. È una guerra che si ripete ogni giorno, e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano un prezzo crudele.» – Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci

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