Mother and Child di Henry Moore. L’amore e l’odio di una madre

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Mother and Child di Henry Moore

“Mother and Child” di Henry Moore rientra in un gruppo di piccoli bronzi eseguiti dallo sculture britannico. Realizzata nei primi cinquant’anni della sua carriera artistica, assume un ruolo particolarmente significativo poiché evidenzia un rapporto di violenza e sottomissione che si instaura tra madre, che cerca di sottrarsi, e il figlio, che invece vuole imporre le sue volontà.

Risalente al 1953 e conservata alla “Fondazione Henry Moore” – Londra Tate Gallery -, l’opera mostra a primo impatto una chiave di lettura non facilmente interpretabile. I due protagonisti, una madre e suo figlio, guardano in direzioni opposte. Il bambino spinge con violenza e aggressività la madre cercandone il seno, mentre la donna tenta di astenersi ad assecondare i bisogni fisiologici del figlio.

«La figura umana è ciò che m’interessa maggiormente, ma ho scoperto i principi della forma e del ritmo nello studio di oggetti naturali, quali ciottoli, rocce, alberi, piante, ecc. Le ossa hanno una meravigliosa forza strutturale e un alto grado di tensione formale, passano impercettibilmente da una forma all’altra e presentano un’estrema varietà» – Henry Moore

“Mother and Child” di Henry Moore

La scena appare inquietante e suggestiva. La donna viene scolpita in varie angolazioni, con un volto esteso verso l’alto dalle forme appuntite e provocatorie. Sembra voler dominare l’ambiente circostante suscitando ansie e tensioni, con un braccio invece agisce direttamente colpendo il bambino e stringendolo per il collo. Assume così una posizione decisa e irruenta, non immaginabile facilmente nella realtà di una mamma col bambino in braccio.

I due corpi sono sviluppati entrambi verticalmente e con un certo spessore. L’opera è luminosa e volumetrica, può essere osservata da più angolazioni e colpisce lo spettatore per il suo aspetto insolito e intransigente. Le due figure appaiono annodate nella parte inferiore del corpo, probabilmente per enfatizzare il patto sanguigno che li accomuna, ma nonostante ciò a prevalere è la durezza e il vigore con cui si scagliano l’uno contro l’altro.  

L’odio e l’amore tra madre e figlio smontano il profondo legame che li unisce

Henry Moore ha affrontato più volte l’argomento madre – figlio, che ha analizzato sia come rapporto amorevole e affettivo, che come rapporto ostile e scontroso. Specialmente dopo la seconda guerra mondiale, i due protagonisti venivano impiegati per sottolineare il ruolo educativo della madre come forma reazionaria alle atrocità e alla sofferenza umana della guerra.

«Per apprendere qualcosa devi conoscere il suo contrario»

Nonostante “Mother and Child” di Henry Moore possa apparire fredda e cruda, non c’è cattiveria nella coppia. Il bambino, preso dall’insaziabilità, cerca qualsiasi modo per assicurarsi le risorse indispensabili per vivere, ma gli vengono negate da una madre che teme di essere depauperata di qualcosa di irrinunciabile. 

Henry Moore

Figlio di un ingegnere minerario, cresce a contatto con carbone, rocce e pietre grezze o levigate dall’acqua. Negli anni Venti si avvicina al surrealismo e all’ astrattismo. Visita l’Italia interessandosi a Michelangelo, per poi trasformarsi in un artista di fama internazionale.

Considerato uno dei più grandi scultori del XX secolo, Moore considera la natura una delle sue fonti di ispirazioni primarie. Trova nella scultura non solo il mezzo principale della sua espressività, ma anche una grande opportunità per esprimere a pieno la sua grande dote artistica.

«Qualunque scultura faccia assume nella mia mente una personalità umana o, in altre occasioni, animale, e questa personalità domina il suo disegno e le sue quantità formali» – Henry Moore 

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