Premio Nobel per la Pace a Denis Mukwege e Nadia Murad

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Premio Nobel per la pace a Nadia Murad e Denis Mukwege

Ottobre è il mese dei Nobel, come di consueto gli ambiti premi assumono nomi e cognomi. La assegnazioni hanno luogo i primi otto giorni del mese: si parte con Fisiologia e Medicina, poi Fisica e Chimica nei due giorni che seguono e si chiude con Pace ed Economia. Ha destato scandalo il Nobel per la Letteratura, che non sarà assegnato a causa di uno scandalo sessuale emerso sul finire dello scorso anno in Svezia.

I premi come sempre verranno assegnati in una solenne cerimonia ad Oslo il 10 Dicembre, anniversario della scomparsa di Alfred Nobel. Dal 2017 la somma di denaro acclusa al Nobel è di nove milioni di corone svedesi, circa 869.000 €. Il più discusso e interessante quest’anno è il Premio Nobel per la Pace, diviso tra Denis Mukwege e Nadia Murad «per i loro sforzi per mettere fine all’suo della violenza sessuale come arma in guerra e conflitti armati», cita la motivazione del premio.

Premio Nobel per la Pace al dott. Denis Mukwege. Cura le lesioni interne causate da stupro, aiuta nei parti e offre rifugio

Nato a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo l’1 Marzo 1955, Mukwege studia medicina in Burundi. Lavora dapprima in un ospedale rurale, dove viene a conoscenza delle difficoltà vissute dalle donne che non avevano accesso all’assistenza sanitaria per affrontare le complicazioni del parto, decidendo così di trasferirsi in Francia per specializzarsi in ginecologia e ostetricia presso l’Università di Angers nella Regione della Loira.

Rientrato in patria durante la guerra in Congo, edifica un reparto ginecologico presso l’ospedale di Lemera, distrutto durante il conflitto nel 1996. Mukwege torna a Bukavu per cercare rifugio e qui getta le fondamenta di un ospedale usando tende da campo, edificando un nuovo reparto maternità e una sala operatoria, ma il tutto viene nuovamente abbattuto nel 1998, durante la seconda guerra del Congo. Denis però non si scoraggia e, nonostante le minacce di gruppi armati, riedifica nel 1998 il Panzi Hospital nella periferia di Bukavu, dove diventa il massimo esperto mondiale nella cura di lesioni fisiche interne causate da stupro.  In quel conflitto le donne sono giornalmente oggetto di stupri da parte dei guerriglieri, questo tremendo atto è usato come arma di terrore per spezzare i legami delle comunità e come strumento di sterminio in quanto volto a rendere sterili le vittime.

Esperto mondiale nella ricostruzione interna dell’apparato genitale femminile dopo uno stupro

Col suo gruppo operano più di 20mila donne, lavorando anche 18 ore e compiendo fino a 10 interventi al giorno. Il suo coraggio permette alle vittime di iniziare una nuova vita. Accanto all’ospedale realizzato da Denis, negli anni è stata costruita una struttura sicura dove le pazienti  e i loro figli trovano rifugio. Le donne imparano a cucire, tessere e a praticare altri mestieri per diventare autosufficienti e riprendere a vivere.

Nel 2012 il chirurgo tiene un importante discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per rendere noto il problema delle violenze come arma di guerra e condannare l’impunità dei colpevoli di stupro di massa in Congo. Pochi mesi dopo, quattro uomini armati attaccano la sua casa, tenendo in ostaggio le sue figlie. Durante la sparatoria avvenuta al suo ritorno dall’ospedale, Mukwege riesce a salvarsi gettandosi a terra, ma dopo questo attentato si reca in esilio in Europa.

Nel gennaio 2013, dopo alcuni  mesi di  soggiorno forzato in Svezia e Belgio, Denis decide di rientrare in Congo nonostante le minacce rivolte a lui e alla sua équipe. La popolazione gli riserva un’accoglienza speciale, accompagnandolo dall’aeroporto a Bukavu. Le sue pazienti raccolgono i soldi per pagargli simbolicamente il biglietto di ritorno vendendo ananas e cipolle.

Per i suoi meriti ha ricevuto nel 2008 il Premio dei diritti umani delle Nazioni Unite e il 26 novembre 2014 il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, candidato dai gruppi politici europei S&D e ALDE. Ora Premio Nobel per la Pace.

Lo stupro e la riduzione in schiavitù sessuale sono oggi considerati crimini contro l’umanità.

Premio Nobel per la Pace a Nadia Murad. Si impegna contro la tratta degli esseri umani e i conflitti

Nadia Murad Basee Taha nasce nel villaggio di Kocho, a Sinjar nel nord dell’Iraq. Nata in una famiglia di contadini di etnia yazida, cresce  all’interno di una fattoria.

Nell’agosto del 2014 Nadia, studentessa di ventuno anni, viene rapita quando l’Isis giunge nel villaggio di Kocho, raduna la comunità yazida e uccide 600 persone, tra cui sei suoi fratelli, rendendola schiava. Diviene una delle più di 6.700 donne yazide fatte prigioniere dall’Isis in Iraq. Viene condotta come schiava sessuale nella città di Mosul dove è picchiata, ustionata con mozziconi di sigarette e stuprata. Nel novembre di quello stesso anno riesce a scappare perché un soldato dell’Isis si dimentica di chiudere a chiave la porta dell’abitazione. La giovane trova riparo presso una famiglia della zona che la aiuta ad arrivare al campo profughi di Duhok, nel nord dell’Iraq, e da lì a Stoccarda in Germania.

Il 16 dicembre 2015 Nadia giunse presso il Consiglio di Sicurezza Onu per discutere, per la prima volta nella storia dell’organizzazione, della tratta degli esseri umani e dei conflitti. Come ambasciatrice Onu, partecipa attivamente ad iniziative per sensibilizzare sul tema della tratta degli esseri umani e dei rifugiati. Nadia Murad giunge presso comunità di rifugiati e sopravvissuti ascoltando le testimonianze delle vittime del genocidio.

Nel settembre 2016 l’avvocato Amal Clooney ha illustrato presso l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) le motivazioni per cui ha acconsentito a rappresentare Nadia Murad nell’azione legale contro i comandanti Isis. La Clooney ha descritto il genocidio, lo stupro e la tratta come «burocrazia del diavolo a scala industriale» e ha sottolineato come la tratta degli esseri umani è ancora praticata dai soldati Isis, sia tramite social network che nelle zone da loro controllate. Nadia Murad ha ricevuto numerose minacce per via del suo impegno alla causa.

Il 27 ottobre 2016 ha ricevuto, insieme a Lamiya Aji Bashar, il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, lo stesso vinto nel 2014 dal Dott. Denis Mukwege. Ora Premio Nobel per la Pace.

Gli altri Nobel per le diverse categorie

 Medicina. Sono l’immunologo nordamericano James P. Allison e il giapponese Tasuku Honjo ad aver vinto il premio Nobel per la Medicina. L’assegnazione è dovuta alle «loro scoperte sulla terapia del cancro per mezzo della regolazione del sistema immunitario.»

Fisica. Arthur Ashkin, Gerard Mourou, e Donna Strickland hanno vinto il Nobel per la Fisica «per invenzioni fondamentali nel campo della fisica dei laser».

Donna Strickland è la prima donna a essere premiata dal 1963.

Arthur Ashkin ha vinto il Nobel per le pinzette ottiche e la loro applicazione ai sistemi biologici. Si tratta di trappole per la luce che permettono di girare, tagliare, spingere o tirare oggetti di dimensioni piccolissime utilizzando la luce.

Chimica. Frances H. Arnold, George P. Smith e Gregory P. Winter hanno vinto il Nobel per la Chimica, «hanno preso il controllo dell’evoluzione e hanno usato gli stessi principi – il cambiamento genetico e la selezione – per sviluppare proteine che risolvono i problemi chimici dell’umanità.»

George Smith ha sviluppato un metodo noto come “phage diplay”, in cui un batteriofago, un virus che infetta i batteri, può essere utilizzato per sviluppare nuove proteine. Sir Gregory Winter ha utilizzato la phage diplay per produrre nuovi farmaci. Oggi la phage diplay ha prodotto anticorpi in grado di neutralizzare le tossine, contrastare le malattie autoimmuni e curare il cancro metastatico.

Invece Frances H. Arnold, ha condotto la prima evoluzione diretta degli enzimi, che sono proteine che catalizzano le reazioni chimiche. Gli enzimi prodotti attraverso l’evoluzione diretta si usano per produrre tutto, dai biocarburanti ai prodotti farmaceutici.

Economia. William Nordhaus e Paul Romer hanno vinto il premio Nobel per l’Economia «per i loro studi su alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo, sul come combinare una crescita sostenibile a lungo termine dell’economia globale con il benessere della popolazione

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