La notte delle candele nei giardini dell’ozio romano

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“La notte delle candele nei giardini dell’ozio romano” tra antichi banchetti e le “Metamorfosi” di Apuleio

Una sera dedicata all’ozio, questa la promessa fatta da “La Notte delle Candele nei Giardini dell’Ozio Romano” a Pompei. Nell’antica Roma veniva attribuita una grande importanza all’attività dell’ozio, considerato come tempo libero da dedicare all’accrescimento culturale, all’educazione spirituale e morale. Serate pacifiche durante le quali si degustava il vino, si banchettava, ma soprattutto si ritagliava gran parte del tempo alla lettura per apprendere i fondamenti del pensiero e della morale e per indagare l’animo umano. Un rituale di grande importanza a cui si dedicavano i più colti tra i romani e che “La Notte delle Candele nei Giardini dell’Ozio Romano” ha voluto regalare ai suoi ospiti in queste calde sere estive.

Al calar del sole donne e uomini sono stati vestiti con le classiche tuniche romane in un progressivo viaggio indietro nel tempo, fino all’arrivo presso il ristorante Caupona. Un sentiero di candele ha illuminato la strada e guidato i passi presso l’antica osteria romana – in latino caupona – accolti all’ingresso dalla nobildonna Ipate, tra fontane, piante ed affreschi.

A tavola nell’antica Roma con il ristorante Caupona, in una notte di candele ed ozio

Tra i tavoli, in tre grandi sale a tema – Ercolano, Lucrezio Frontone e Termopolio – sono stati fatti accomodare gli uomini moderni per prendere parte al colto banchetto, in una suggestiva atmosfera. Sono state servite pietanze, le cui ricette ci sono giunte direttamente da antiche fonti, e che sono state abilmente riprodotte per sedurre i palati dei presenti.

Come simbolo di benvenuto ogni banchetto è stato aperto dalle frictalias, piccole porzioni basate su miele, noci e sesamo nero. Il panis pompeiano al garum, con alici fritte al farro, e i ceci aromatizzati alle spezie d’Oriente hanno cominciato a saziare i commensali, con la zuppa di Columella, di orzo, lenticchie e polpette di ostriche, e gli involtini di filetti di Sergio e orata con zucchine all’apicio. Per soddisfare le esigenze degli uomini moderni sono stati offerti anche piatti contemporanei, tra vini dolci romani come il mulsum, ossia una falanghina con zenzero, miele e pepe, e un classico Falerno del Massico.

Il ristorante Caupona ha quindi offerto una degustazione in chiave moderna, basata su riso acquarello, con verdure primaverili e mortadella bolognese, la montanara con basilico, pomodoro e parmigiano, polpetta di melanzana, mandorle e pinoli, polipo in salsa di paprika dolce e involtini di ortaggi estivi.

Le “Metamorfosi” di Apuleio prendono vita con l’iniziazione di Lucio ai misteri di Iside

Le pietanze servite nei piatti di terracotta, le piccole anfore con cui versare il dolce vino romano nelle coppe, i tavoli in legno massello e il tremolio delle candele hanno confinato all’oblio l’irrequietezza dei tempi moderni ed hanno predisposto gli animi degli ospiti a quanto di lì a poco sarebbe accaduto.

Ecco entrare uno ad uno i personaggi delle “Metamorfosi” di Apuleio per raccontare la storia dell’avvocato romano Lucio trasformato in asino. La sacerdotessa Cassia Livilla e la Dea Psiche hanno fatto il loro ingresso in leggere vesti bianche e, insieme allo stesso Lucio, hanno raccontato l’inizio della sua storia, la sua sfortuna e le peripezie che ha dovuto affrontare. I personaggi hanno condotto gli ospiti in un giardino retrostante le sale dedicate ai banchetti per inscenare un rituale alla dea Iside. I bracieri accesi e la danza delle tre sacerdotesse sulle note della musica romana hanno guadagnato il consenso della dea, così che Lucio, asino, iniziato ai misteri di Iside, finalmente potesse tornare ad assumere sembianze umane. Con la metamorfosi l’incantesimo è svanito, e tutti sono tornati a vestire i propri panni di uomini e donne moderni.

La notte delle candele nei giardini dell’ozio romano. Galleria

 

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