“On the Road” il film dal rotolo di carta di Jack Kerouac

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"On the Road" film su Jack Kerouac di Walter Salles

“On the Road” il film di Walter Salles che ripercorre i viaggi in auto, sulla strada, di Jack Kerouac raccontati nell’omonimo romanzo autobiografico. Il libro del 1951 fu scritto su un rotolo di carta, senza suddivisione in paragrafi, di getto, in tre settimane. Come l’opera letteraria, la pellicola mantiene gli pseudonimi dei protagonisti della storia. Sal Paradise è Jack Kerouac, Dean Moriarty è Neal Cassady, Carlo Marx è Allen Ginsberg, tutti appartenenti al movimento della Beat Generation. 

«Vai da qualche parte o vai e basta?» – viaggiatore
«Vado e basta.» – Sal  

Le musiche di “On the Road”. Il film di Walter Salles dal sound blues, bebop e jazz

Girato nel formato 1:2,35, “On the Road” di Walter Salles (con Kristen Stewart, Garrett Hedlund, Kirsten Dunst, Sam Riley) si alterna tra interni di ambienti disordinati ed esterni caratterizzati da grandi distese naturali. La fotografia di Éric Gautier mantiene in entrambi casi le stesse tonalità. Le immagini sono contraddistinte da colori caldi, tendenti perlopiù al giallo, a cui si aggiunge il blu. Si creano così sequenze che lasciano trasparire le particolarità dei luoghi. Si riesce a percepire la polvere sulla strada, la sensazione di un clima caldo o freddo e, andando più nel profondo, le sensazioni dei personaggi. 

«Perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno “Oooh”.» – Sal 

Le vicende sono accompagnate da un sound blues, bebop e jazz. Chitarristi, trombettisti, pianisti, sassofonisti, e cantanti si susseguono con brani anni ‘30, ‘40 e non solo. Fanno da sottofondo agli episodi tracce come “Salt Peanuts” di Dizzy Gillespie, “I’ve Got The World On A String” di Ella Fitzgerald, “Yip Roc Heresy” scritta e interpretata da Slim Gaillard, “A Sailboat In The Moonlight” eseguita da Billie Holiday & Her Orchestra, incluso il sassofonista Lester Young, “Ko-Ko” scritta ed eseguita da Charlie Parker, “Death Letter Blues” del cantante e chitarrista delta blues Son House, “Mean And Evil Blues” di Dinah Washington, e altre ancora. 

La Beat Generation 

La Beat Generation è un movimento anticonformista degli anni ‘50. I giovani che ne fanno parte biasimano la società e ne rifiutano il materialismo e le norme. Ci si allontana dall’accettazione passiva degli eventi, come la guerra del Vietnam, e si arriva ad una contestazione attiva ed evidente. Gli autori beat rinnovano il proprio stile e usano le parole e l’arte per rappresentare le reali condizioni umane.

Criticano così le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, la segregazione razziale e la subordinazione della donna. La loro visione è amplificata. Si aprono al mondo e alle esperienze in ogni modo possibile. Esplorano l’America, percorrono numerose strade. Fanno l’autostop, bevono, frequentano locali, ascoltano il jazz, ballano. Viaggiano fisicamente e mentalmente – con la sperimentazione delle droghe -, si affacciano alla vita in ogni sua forma.  

«Con l’arrivo di Dean Moriarty cominciò quella parte della mia vita che si può chiamare la mia vita sulla strada. Prima di allora avevo spesso fantasticato di attraversare il Paese, ma erano sempre progetti vaghi, e non ero mai partito.» – Sal 

Jack Kerouac è considerato il pioniere della Beat Generation. È colui che ha aperto una porta, ci ha trovato una strada e l’ha esplorata insieme ai giovani del movimento. Ed è proprio la strada l’elemento principale del film “On the Road”. Una striscia di terreno che porta ovunque, in ogni dove, accompagnando i protagonisti per chilometri e portandoli ad avere nuove esperienze e a fare nuove conoscenze. Eppure, la strada non è sempre dritta, può essere curva, avere degli ostacoli, può essere in salita o in discesa, proprio come la vita. Ma l’importante è non fermarsi, l’importante è continuare a percorrerla ed esplorarla. 

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