“Poesie sul tavolo” di Alessia Pizzi: nella solitudine della velocità

“Poesie sul tavolo” è una silloge poetica di Alessia Pizzi, pubblicata nel 2023. Nella raccolta la tempestività si evince dal titolo, legato a momenti della giornata, ad istanti meditativi a volte semplici, altre più complessi. Una lettura evasiva nata in modo genuino su un taccuino e fruibile ugualmente in una dimensione privata e raccolta.

La necessità poetica ferma il tempo

Alcune tematiche di molte poesie hanno a che vedere con la solitudine umana inquadrata in un arco spazio-temporale che sembra ormai perduto, fatto di ambienti aperti, di legami tra l’essere umano e la natura, e di lentezza. La lettura di “Poesie sul tavolo” sembra perfetta per concedersi un momento di pausa e riflessione sulla vita e sul tempo, ma non solo. Spesso è anche meta-poesia, cioè considerazione sul mezzo poetico, sul significato che esso ha per l’io lirico.

Sembra proprio che l’uso della poesia sia un’esigenza, una risposta alle richieste della sua intima natura ma anche delle spinte momentanee, del luogo in cui si ritrova a comporre, dei pensieri che conducono la poetessa al tavolo e sul divano. La scelta dei luoghi in cui scrivere non si evince soltanto dal titolo della silloge, ma è chiaramente esposto da Pizzi.

Poesie scritte sul tavolo / la testa di lato […]. Poesie scritte sul divano / la testa sul braccio.

Il fastidio fisico dell’intorpidimento durante la fase scrittoria non è un ostacolo: quando l’urgenza preme, bisogna far uscire le parole.

Fa male, ma devo / dirlo, devo dirlo ora. / La mia voce si scioglie / sulla carta come bava / di lumaca che ha / perso la sua casa. – Poesia numero 15

“Poesie sul tavolo”: la parola, la solitudine, la frenesia

La parola come mezzo d’espressione è una delle principali tematiche che emergono dalla raccolta “Poesie sul tavolo”. Tuttavia, quest’uso della scrittura non sembra essere purificante, anzi è più che altro un bisogno contro il quale l’io poetico non può fare nulla. Dice di vomitare rime (poesia numero 9) e di comporne alcune che non valgono neanche un soldo (poesia numero 11), incorniciando il proprio dolore nel riquadro della pagina. Ciononostante, la sofferenza non si configura come un male eterno, ma è solo una ventata passeggera e soffocante che si sfoga da sé, senza l’aiuto esterno.

Lasciatemi andare, / non voglio il vostro falso / amore. Un giorno / quel nome svanirà / e resterò io, / tornerò ad essere solo io. / E non vi basterò / più. – Poesia numero 13

Anche la solitudine è un tema piuttosto ricorrente nella raccolta poetica. In special modo, Pizzi la utilizza come gabbia – dorata, a volte – in cui il soggetto delle poesie si isola dal resto del mondo, troppo frenetico e veloce. Mentre le strade si animano e l’esistenza scorre senza una meta, la reazione dell’io poetico è contrastante: si ferma, prende fiato e contempla. Lo fa, pur sapendo che la vita appartiene, invece, a chi osa, chi corre più rapidamente degli altri, è di chi scatta. Nel componimento d’apertura di “Poesie sul tavolo”, Alessia Pizzi lo afferma con chiarezza. Chi non riesce a sostenere il peso del dinamismo moderno, che è logoramento della quiete senza alcun progresso, rimane ad osservare fragilmente lo scorrere del tempo.

La vita è per chi / balla sulla lava / pur sapendo che scotta. / La vita è per chi / ama le stelle e sa / che non cadranno.

La poetica di Alessia Pizzi nel rapporto concreto con la natura

Proprio il tempo è un’altra tematica centrale, in connubio con la fatica del periodo odierno. Non c’è la possibilità di gustarsi con calma i piaceri della vita e difficilmente si riesce ad entrare in connessione con la natura. Eppure, come da tradizione classica, la natura è accessibile soprattutto al poeta che ha gli strumenti per poter creare un legame simbiotico con essa.

Ecco quindi che nel componimento numero 7 l’io poetico si tramuta in acqua, fuoco, aria e terra ed acquisisce tutte le caratteristiche e la potenza degli elementi naturali. Ma non c’è solo una metamorfosi naturale alla base del rapporto uomo-natura. Infatti, il soggetto poetico riesce anche a dialogare con essa, ad interrogarla persino, come nella poesia 17 («Fiume, ma tu non soffri?»).

La fusioni con la natura, però, non ha caratteristiche magnificenti come quelle paniche tipiche della poesia tradizionale. Anzi, anche in questo aspetto rimane corporea ed estremamente fisica. La poetica di Alessia Pizzi è fatta proprio di piccole cose e di emozioni semplici. Ugualmente limpido è lo stile che predilige un linguaggio comune e concreto, ma che ritma i periodi poetici tramite alcuni accorgimenti: la scelta di una punteggiatura forte e ripetizioni frequenti scandiscono una musicalità che batte sui temi principali e quasi ipnotizza chi legge.

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"Poesie sul tavolo" di Alessia Pizzi: nella solitudine della velocità | il Chaos
Poesie sul tavolo di Alessia Pizzi

"Poesie sul tavolo" è una silloge poetica di Alessia Pizzi, pubblicata nel 2023. Nella raccolta la tempestività si evince dal titolo, legato a momenti della giornata, ad istanti meditativi a volte semplici, altre più complessi. Una lettura evasiva nata in modo genuino su un taccuino e fruibile ugualmente in una dimensione privata e raccolta.

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Autore: Camilla Elleboro

Autore: Camilla Elleboro

ISBN: 9788833564494

Formato: https://schema.org/Hardcover

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