Le poesie dall’etere di un poeta riconosciuto di Luigi Marzano

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Poesie dall’etere di un poeta riconosciuto

La casa editrice Giovane Holden ha da poco pubblicato una raccolta di poesie di Luigi Marzano, il cui titolo è “Poesie dall’etere di un poeta riconosciuto”.

Un titolo misterioso e intrigante: cos’è l’etere per l’autore? E cosa vuol dire “poesie dall’etere” per lui? Sembra che la sua visione dell’etere non sia da ricondurre a quella della tradizione classica o orientale, ma a quella moderna espressa dallo scienziato Nikola Tesla il quale lo interpretava come una sostanza diffusa nel cosmo in grado di sprigionare una quantità infinita di energia. Ma se Marzano parte da questa visione moderna, finisce in realtà per ritornare ad una visione classica, e metafisica, dell’etere.

L’etere per il poeta

L’etere, infatti, è per lui una dimensione alla quale si può accedere nel silenzio interiore, nell’acquietarsi delle fluttuazioni della mente. Una dimensione, quindi, a tutti gli effetti spirituale. Leggendo i testi dell’autore, però, resta il senso di un’ambiguità: quest’etere è una dimensione fisica, psichica o propriamente spirituale? Alla fine non è possibile rispondere a questa domanda, segno forse che quest’opera fotografa una fase di passaggio importante nel divenire interiore del poeta.

I versi in “Poesie dall’etere di un poeta riconosciuto” sono pervasi da una tensione continua verso l’Assoluto. L’autore esprime un potente vitalismo che però sembra propedeutico al raggiungimento di qualcosa che è oltre la vita stessa. La sua scrittura, infatti, sembra a tratti esprimere un visione panteistica della realtà, ma ci si accorge anche, ad una lettura attenta, che a questa visione si affianca un’aspirazione più alta e oltremondana.

Il libro si apre con una citazione di Rimbaud e con una frase in versi dell’autore stesso:

«La poesia è la preghiera
scritta dai poeti
per curare il mondo
dalla mancanza d’amore.
»

Preghiera” credo sia una parola importante per capire i testi di Marzano. In effetti la sua poesia ha della preghiera le braccia tese ad accogliere e a cercare l’Amore. Ovviamente non l’amore sentimentale, profano, sensuale – anche se alcuni componimenti presenti nella raccolta possono indurre a pensare questo – ma  un amore più grande, un amore totale, che dalla creazione arriva al Creatore e viceversa, in un gioco di rimandi continui e di scoperte sempre nuove.

Poesie dall’etere di un poeta riconosciuto esorta il lettore a riscoprirsi

La prima poesia della raccolta s’intitola “Cinque anni” e sintetizza bene alcuni motivi poetici dell’autore. È dedicata ad una bambina morta a causa di una terribile malattia, prodotto mostruoso della violenza che l’uomo ha perpetrato contro la terra che gli è stata data in consegna. In questi, come in altri versi, l’autore dimostra un amore che è partecipazione al dolore del prossimo e quindi compassione nel più pieno significato del termine. Ma allo stesso tempo una vena di rabbia e di denuncia attraversa i testi del nostro poeta, che non risparmia una critica al mondo, a questo mondo così come lo abbiamo costruito. Un mondo nel quale sembrano contare prima di tutto le cose più effimere, più appariscenti e vane; un mondo nel quale sembra completamente obliato tutto ciò che ha a che fare con la spiritualità, con la Giustizia, la Bellezza, e con quei principi eterni che ci rendono davvero umani, e che soli ci rendono degni dell’immenso dono di questa vita.

La poesia di Luigi però non è una poesia che si abbandona allo sconforto, al ripiegamento autistico nei recinti del proprio ego. In “Poesie dall’etere di un poeta riconosciuto” la poesia si apre all’altro, invitandolo a seguire le tracce di un cammino verso la conoscenza di un sé più grande, della propria vera essenza, che va ben oltre la propria piccola individualità. Ed è un cammino che lo scrittore ci invita a fare assieme a lui affinché ognuno possa riconoscere il poeta che dorme dentro di sé e che aspetta di essere risvegliato. È a quel poeta che serbiamo dentro, infatti, che Luigi Marzano parla; è a quel poeta che si rivolge in quanto custode di quella “scintilla” – che è scintilla divina – a cui egli accenna nella dedica posta in apertura del suo libro.

Chi è Luigi Marzano

Luigi Marzano è giovanissimo, ha 31 anni e tanta strada davanti a sé.  Dovrà, forse, peregrinare ancora attraverso diverse lande interiori prima di raggiungere un suo stile definito, maturo, pienamente consapevole; ma ciò che più è interessante di questo giovane scrittore – che è anche e prima di tutto bravissimo pianista e brillante compositore – è la sua gioia creativa, il suo sentirsi legato alla sua arte come ad un organo del proprio corpo, come se fosse ossigeno per i suoi polmoni.  Questa gioia trasuda da ogni poesia contenuta in “Poesie dall’etere di un poeta riconosciuto”, ed è una gioia intimamente legata all’entusiasmo di una visione ampia, di chi ha intravisto tra le nuvole «una rima d’azzurro», uno spiraglio verso l’eterno.  Se questo eterno così intravisto sarà effettivamente raggiunto non lo sappiamo, eppure è questa la scommessa della poesia di Marzano, ed è questa l’avventura che ci propone, per sperare di poter finalmente un giorno «risanare il marcio dei nostri cuori».

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