Roberto Bolle. La piuma forte e leggiadra che danza per tutti

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Roberto Bolle Etoile della danza
© Fabrizio Ferri

Fisico statuario sempre alla continua ricerca della perfezione. Linee infinite, forte e al tempo stesso leggiadro, lui non danza ma vola sul palcoscenico. Viene definito l’ultimo Dio della danza, Étoile internazionale e orgoglio italiano. È il primo ballerino al mondo a essere contemporaneamente Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York. È lui. Roberto Bolle.

Chi è Roberto Bolle: vita e storia in breve. Dalle origini umili ad Étoile

Roberto Bolle è nato il 26 Marzo del 1975 a Casale Monferrato, in Piemonte, figlio di una famiglia numerosa e umile. Sognava fin da piccolo di diventare un ballerino. Si divertiva ad imitare i passi di danza visti nei varietà televisivi e sognava di studiare in una scuola la danza. Sogno che si realizzò ben presto grazie soprattutto alla mamma, che lo iscrisse prima nell’Accademia di danza della città di Vercelli e poi all’audizione per l’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Roberto Bolle ha cominciato quindi a danzare all’età di 11/12 anni.

Nella grande realtà milanese il piccolo Bolle si trovò catapultato in un ambiente rigoroso e competitivo tanto da procurargli qualche crisi emotiva, non nasconde infatti di aver pianto molte volte e di essersi sentito solo e smarrito. Il vuoto affettivo che provava più di una volta gli ha suggerito di tornare a casa e di abbandonare il mondo accademico. La madre in questo caso fu di grande sostegno, lasciando fin da subito libero il figlio nella decisione di continuare gli studi a Milano o di tornare indietro, qualora il lavoro fisico, ma soprattutto psicologico, fosse stato troppo pesante per lui. Roberto voleva ballare, ma non capiva perché non poteva farlo vicino alla sua casa e alla sua famiglia. Presto comprese però che restare a Milano era importante per il suo futuro nel mondo della danza.

Rudolf Nureyev e Roberto Bolle

Un momento di fondamentale importanza e decisivo nella vita di Roberto Bolle fu l’incontro con Rudolf Nureyev. Il ballerino iconico e già di fama mondiale, chiese all’allora 15enne Roberto di mostrargli le sue capacità. Incredulo, spaventato e al tempo stesso onorato, prese posizione alla sbarra con il desiderio che quel momento finisse presto, ed esegui degli esercizi di danza classica. Una volta terminato, Rudolf gli diede dei preziosi consigli sulla postura e gli chiese di ripetere tutto da capo. Roberto ovviamente eseguì nuovamente alla sbarra.

Qualche giorno dopo venne contattato dalla produzione di Nureyev per interpretare il ruolo di Tadzio in “Morte a Venezia”, in scena all’ Arena di Verona con le coreografie di Flemming Flind. Purtroppo la direzione dell’Accademia non fornì il permesso a Nureyev perché riteneva Roberto Bolle ancora impreparato per un simile ruolo. Dietro a quel rifiuto ovviamente cerano solide motivazioni, che Roberto comprese soltanto in un secondo momento.

L’incontro con Nureyev comunque rinnovò il suo coraggio e la sua determinazione. Ben presto i risultati arrivarono. Dopo il diploma alla Scala di Milano, entrò a far parte del corpo di ballo per poi essere protagonista di ruoli solisti. Al termine della rappresentazione di “Romeo e Giulietta” nel 1996 venne nominato primo ballerino alla Scala. Da quel momento molti furono i ruoli e le coreografie che lo videro protagonista come “La bella addormentata”, “Cenerentola”, “Don Chisciotte” e “Il lago dei cigni”.

Molte ballerine di nota eccezionalità hanno condiviso il palco con lui, tra cui Carla Fracci, Alessandra Ferri ed Eleonora Abbagnato. All’estero ha avuto l’occasione di danzare con il Royal Ballet di Londra, il Balletto nazionale canadese, il Balletto di Stoccarda, il Teatro dell’opera di Vienna , il Teatro dell’Opera di Monaco di Baviera e il Tokyo Ballet.

Una vita dedicata alla danza

L’Étoile ha rinunciato ad una infanzia e adolescenza “normale” per seguire il suo sogno, scelta che non ha mai rimpianto. Roberto Bolle aveva già capito intorno ai 15 anni che avrebbe voluto fare della danza la sua professione e in base a questo ha fatto le scelte cardini della sua vita.

Per lui la danza vive nel corpo e al tempo stesso lo tiene prigioniero, lo plasma, lo forza a movimenti innaturali, a volte disumani, gli impone sacrificio e dolore. È un’arte che cerca la perfezione del gesto, delle proporzioni e delle pose. La ricerca della perfezione però non lo ha reso schiavo, anzi, lo ha spinto ad una ricerca continua.

«Una vocazione che mi ha permesso di dare il meglio a ciò che di meraviglioso, luminoso e sacro ha quest’arte. L’ho sempre vista come un ambito che va al di là della mia persona e che mi ha restituito bellezza, armonia e ricchezza interiore. Ha forgiato la mia sensibilità. Se non avessi fatto il ballerino attraversando esperienze interpretative, emotive e fisiche così intense non avrei potuto lavorare a così stretto contatto con me stesso sia a livello umano che emotivo» – Roberto Bolle

Cosa fa Roberto Bolle per portare la danza nelle case di tutti. Da “Danza con me” e Virginia Raffaele a “Roberto Bolle and Friends”

L’Étoile sposa e porta avanti degli obbiettivi e dei progetti già iniziati prima di lui da altri pionieri e icone del mondo della danza. Artisti come Roberto Bolle, che con lui hanno condiviso lo scopo di portare la danza al popolo e liberarla da un club d’élite, sono Carla Fracci e Rudolf Nureyev. La danza classica è ancora oggi considerata un arte di nicchia. La volontà di Roberto è quella di farla uscire dai teatri e portarla in piazza, negli stadi, sulle passerelle di moda, nei set di spot pubblicitari, al cinema e in show televisivi. -È stato proiettato “L’arte della danza” con la regia di Francesca Pedroni (2016), un film-documentario sulla sua vita.-

Con l’intento di far entrare l’arte nelle case della gente e abbattere i pregiudizi, diventa il volto più popolare del mondo della danza e un vero e proprio fenomeno multimediale. È ormai amato e seguito da un milioni di fan, sia appassionati di danza, che non, conoscono Roberto Bolle come icona della danza internazionale.

La mia danza libera” (Rai 1, 2016) e “Danza con me” (Rai 1, 2018) lo vedono protagonista e conduttore di show televisivi. Qui Roberto condivide lo schermo televisivo con molteplici artisti, non solo danzatori, ma anche cantanti, attori, comici e musicisti -memoriabile il delicato ballo a “Danza con me” di Roberto Bolle e Virginia Raffaele-. Racconta alla spettatore del piccolo schermo la danza classica, ma anche altri tipi di ballo come l’hip hop o la break dance.

Mentre invece con “Bolle and Friends” ed a “Ondance” porta la danza in tutta Italia. Nel primo condivide il palco con i “Friends”, colleghi ballerini/e di consolidata fama internazionale per un momento di grande danza e cultura. “Ondance” invece è stato pensato per la divulgazione della danza nei luoghi comuni, vengono quindi offerti spettacoli ma anche open class, stage e serate danzanti. Con le sue iniziative Roberto Bolle suggerisce all’umanità di tenersi pronta per i momenti in cui il palco prenderà vita grazie a note e piedi danzanti, come nel cortometraggio  “Danzeremo ancora insieme”, ispirato proprio alla figura del ballerino.

Di seguito le foto scattate per il libro “Viaggio nella bellezza” dai fotografi Fabrizio Ferri e Luciano Romano (leggi la nostra intervista!)

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