"Sopra Vitebsk" di Marc Chagall. Tutti i significati e Babbo Natale - il Chaos

“Sopra Vitebsk” di Marc Chagall. Tutti i significati e Babbo Natale

"Sopra Vitebsk" di Marc Chagall Babbo Natale

“Sopra Vitebsk” di Marc Chagall. Una dolce malinconia dall’aria quasi gioiosa

Un piccolo cantore della gioia di vivere, così è stato definito dalla critica. I soggetti dei suoi quadri sono sempre immersi in un’atmosfera fiabesca. Anche in “Sopra Vitebsk” Marc Chagall si nutre di queste impressioni e suggestioni. Nel candido paesaggio invernale domina la figura di un uomo, da molti è identificato come il profeta Elia che, secondo una leggenda ebraica, era solito distribuire doni alle persone buone. Questa lettura rende il dipinto uno dei quadri più amati durante il periodo natalizio. In chiunque lo osservi è in grado di rievocare i teneri ricordi dell’infanzia, centrali durante il Natale, ma è soprattutto un quadro pieno di simboli e rimpianti che la maestrìa di Chagall ha reso dolci e gioiosi.

Vitebsk è la città natale dell’artista, un luogo dell’anima che avrà un’influenza non secondaria sull’arte di Chagall. Torna in questo dipinto come ambientazione. “Sopra Vitebsk” Marc Chagall è stato realizzato nel 1914 ed oggi è esposto presso l’Art Gallery of Ontario di Toronto. Della cultura ebraica mantiene il gusto per la tradizione, da quella russa eredita l’amore per la dimensione onirica, per il mondo delle fiabe e per la malinconia, sempre presente, ma oscurata in parte dalla gioia che trasmette.

Analisi del quadro“Sopra Vitebsk” di Marc Chagall

La scena del quadro presenta un paesaggio innevato in cui ci sono costruzioni di diverse dimensioni. Oltre un recinto verde, si erge maestoso un edificio religioso, una Chiesa ortodossa oppure una sinagoga. Al di sopra delle case è presente l’uomo solitario. Vestito di nero, ha l’aspetto di un anziano signore e la presenza del bastone in mano ne è un’ ulteriore prova. Sulle spalle porta un grosso sacco che, visto il volume, è pieno!

I colori predominanti sono il bianco, il nero e l’ocra che ricoprono la facciata del grande edificio. Si tratta di tonalità fredde che ben si adattano alla riproduzione di un gelido paesaggio invernale, appena riscaldato e contrastato dal caldo del rosso presente nel lampione e nella casetta. Le linee delle figure sono nitide, armoniche e stilizzate. Quest’ultimo particolare le rende simili ai disegni infantili accentuando la dimensione magica e onirica. L’opera, nel complesso, trasmette una sensazione di pace e quiete, ma nel profondo cela anche un senso di malinconia.

Vitebsk e il ricordo doloroso delle persecuzioni

Il luogo raffigurato è Vitebsk, attuale città bielorussa, che diede i natali a Chagall. Il pittore apparteneva ad una famiglia ebraica che seguiva la corrente chassidica pervasa da una spiritualità vitale i cui elementi tipici sono la musica, la danza e il folclore. Ciò ha influito parecchio sull’arte di Chagall, dal momento che ogni sua opera presenta la vita come un sogno o come una favola in grado di suscitare pura meraviglia.

Tuttavia “Su Vitebsk” rievoca anche il rimpianto e la nostalgia. Il regime zarista non approvava gli ebrei che, al contrario, erano vittime di innumerevoli soprusi e in seguito di vere e proprie persecuzioni razziali. Ciò costringerà Chagall a lasciare Vitebsk che ricorda sempre con le seguenti parole.

«non vivo più là, ma non ho un solo quadro che non vi si ispiri o la rifletta» – Marc Chagall

“Sopra Vitebsk” di Marc Chagall è il quadro di Babbo Natale?

L’uomo del dipinto sembra muoversi tra le colline quasi fuse con il cielo, infatti non si coglie affatto il confine tra le due dimensioni. È come se il viandante non camminasse su una struttura solida e ben definita, ma fosse sospeso in aria con un enorme sacco pieno. Questo particolare accentua la dimensione irrazionale della realtà. Ma chi si cela dietro

Per molti l’uomo scuro rappresenta gli artisti e gli intellettuali che, come Chagall, hanno dovuto abbandonare la loro terra di origine per diventare esuli in terre straniere. Il viandante non si muove su punti fermi, ciò serve ad esprimere la perdita delle proprie radici da cui consegue la mancanza di stabilità e il tentativo di riaffermare la propria identità in un luogo diverso da quello natio.

Per altri l’individuo è l’ebreo errante, simbolo dell’esodo millenario degli ebrei che li ha visti attraversare luoghi e popoli diversi, ma che ha portato sempre alla loro discriminazione e alla loro cacciata. In base a questa spiegazione, il sacco indicherebbe l’eterno e pesante fardello che ogni ebreo deve portare con sé ovunque vada.

Un’altra ipotesi, la più fiabesca, sostiene che il viandante sia il profeta Elia. Secondo le fonti bibliche Elia era solito portare doni ai più meritevoli nei periodi di maggiore bisogno, naturalmente si trattava di regali spirituali, molto diversi da quelli consumistici del Natale odierno. Questa interpretazione, però, consente di accostare Elia alla figura di Babbo Natale! Per questo motivo “Su Vitebsk” è un dipinto sempre attuale, oggi considerato tra i più importanti tra quelli legati alle festività natalizie.

“Sopra Vitebsk” racchiude una biografia breve di Marc Chagall

Vitebsk è la metafora che racchiude il senso della vita e dell’arte di Marc Chagall. A causa delle persecuzioni zariste, l’artista lascia Vitebsk per approdare a Parigi. In Francia entra in contatto con le maggiori avanguardie del tempo come espressionismo, cubismo e surrealismo, ma di fatto il pittore mantiene uno stile unico e indipendente fondato sui ricordi folcloristici della propria infanzia. Anche la psicoanalisi fa poca leva sulla sua personalità artistica, perché se gli psicoanalisti procedono per associazioni inconsce. Al contrario tutto quello che Chagall riversa sulla tela è frutto di ricordi lucidi e consapevoli -ed è quello che accade in “Su Vitebsk”-.

“Sopra Vitebsk”, sebbene appaia un dipinto fantastico, è in grado di trasmettere la sofferenza di un uomo che ha vissuto l’esperienza umiliante della discriminazione. Nella realizzazione del quadro è evidente l’influenza delle favole e dei lubki stampe popolari russe ispirate a racconti e notizie sotto forma di vignette, destinate alle classi sociali più povere e meno alfabetizzate-. Proprio per l’immediata comprensione delle immagini rispetto alle parole, in principio i lubki servivano a diffondere la conoscenza della Bibbia.

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