Sud America in rivolta. Il fuoco della lotta non si è mai spento

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Sud America in rivolta

«Nel più profondo di voi stessi, siate capaci di sentire ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo.»

Scriveva così, Ernesto Che Guevara, il più grande rivoluzionario del secolo scorso. Queste parole riecheggiano oggi, tra giovani e giovanissimi, volgendo lo sguardo verso quel continente forse fin ora troppo dimenticato, lasciato nell’oblio. Il Sud America è tra le forche di poteri celatamente assolutistici ad appannaggio di ricchi e potenti, tralasciando fuori quella classe che occupa più della metà della popolazione, e cioè la classe povera, quella dei proletari, degli studenti, che non vedono garantiti i loro diritti non solo civili, ma anche umani.

Si assiste, inermi, in questi giorni ad un’ondata rivoluzionaria che ha travolto l’intero continente sudamericano dal Venezuela, che tenta di mantenere la situazione politica stabile, al Cile riversato nelle strade. Questo Occidente è stanco e affannato. Stanco di essere alla mercè di capi di Stato che agiscono solo ed esclusivamente per i loro profitti. Così quel fuoco che fino a quale giorno fa bruciava solo in Amazzonia, per colpa di interessi capitalistici ha raggiunto in men che non si dica anche il cuore degli oppressi, e brucia sempre di più, sempre più forte.

Sud America. L’eterna lucha

Il Cile non si vedeva così dall’epoca del dittatore Pinochet. Una protesta partita dagli studenti contro il caro-vita e subito dilagata in tutto il Paese. Il Presidente Pinera, qualche giorno fa dichiarava di essere in guerra e dunque in stato di emergenza. Ad oggi sale a sedici il numero di morti e innumerevoli feriti. Strade assediate, saccheggi, scontri armati.

In Ecuador il popolo è in sommossa per l’aumento del carburante. In Brasile il governo di ultra destra di Bolsonaro non è certamente dimenticato per le sue politiche di repressione. In Bolivia la rielezione di Evo Morales è messa spalle al muro dalle destre che non accettano il socialismo come un’efficace politica eversiva. In Colombia è stata smossa la pace che le Farc – Forze armate rivoluzionarie della Colombia – mantenuta per più di venti anni. Come si può non menzionare il collasso dell’eletto democraticamente Maduro, in affanno per contrastare il tentativo di golpe in Venezuela.

Si parla dunque di un vero e proprio crollo delle politiche neo-liberiste, che fino a questo momento hanno governato incontrastate. Il tutto si è svolto ignorando i danni causati dall’imposizione delle politiche economiche da parte del Fondo Monetario Internazionale. Una sorta di imperialismo, quello statunitense, che ha cercato di isolare il continente nonostante gli interessi economici capitalistici di Donald Trump influenzassero proprio queste linee politiche. L’imperialismo dell’USA viene invece nascosto dall’Unione Europea, che si dichiara estranea o troppo lontana per poter prendere delle iniziative e fermare queste sommosse.

Un popolo vessato

Dall’epoca del colonialismo le terre del Sud America in continua devastazione non hanno trovato pace. I loro avi, combattenti contro poteri forti e dittatoriali, sono adesso reincarnati nelle vite dei loro discendenti. In uno scenario politico internazionale come quello odierno, tanto devastato e capovolto, non ci resta che sperare nella bontà degli uomini che popolano questo pianeta, nell’amore e nella fratellanza, da noi tanto predicata ma forse quasi mai messa in atto.

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