“Sulla strada” di Jack Kerouac. Beat Generation a ritmo di jazz

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"Sulla strada" di Jack Kerouac

Quando la Seconda Guerra Mondiale volge al termine, gli equilibri generali sono sconvolti. L’Europa arretra rispetto all’America, che invece acquista la nuova veste di potenza. Si gettano le basi per il successivo boom economico e per la politica espansionistica e belligerante statunitense. Per alcuni questi sono motivi di esaltazione e ammirazione verso il Nuovo Continente, per altri di profondo disagio. La chiave per comprendere questa seconda reazione risiede nella corrente culturale sorta intorno agli anni ’40 impersonata da giovani senza fissa dimora e che si muovono nel mondo a ritmo di malinconico e struggente jazz. La Beat Generation ha segnato un’epoca e ha ispirato anche movimenti studenteschi e universitari futuri, come quelli del Sessantotto. Nonostante la fama di gioventù bruciata, in realtà la spina dorsale delle battaglie principali – l’anti-belligeranza, la libertà d’espressione, l’uguaglianza – sono i motivi che ispirarono l’Europa, e anche l’Italia, a seguirne i precetti. “Sulla strada” di Jack Kerouac dipinge perfettamente questa nuova realtà.

La Beat Generation a suon di libertà e rivoluzione

Nonostante la promiscuità sessuale e l’abuso di sostanze stupefacenti e alcol siano tratti peculiari, non sono quelli più caratteristici e di peso per comprendere la Beat Generation. Infatti, chi ne fa parte si muove ad onda contro i dettami precostituiti dallo “Zio Sam” esprimendosi nelle più svariate forme artistiche: la musica, la letteratura, la poesia. La fluidità della libertà espressiva – uno dei cardini del movimento – si denota in ogni opera letteraria.

Tra i maggiori esponenti Jack Kerouac è sicuramente quello più incisivo: non solo ha impersonato l’anima beat, ma l’ha anche resa nota al mondo con uno dei romanzi manifesto del movimento, “Sulla Strada”. I dialoghi dei personaggi sono una caratteristica assoluta di questo nuovo stile libero. Assolutamente verosimili per via della disconnessione sintattica e dell’instabilità concettuale. Le droghe e alcol ne giustificano la concitazione e la foga. Le parole rotolano sulle pagine come le ruote della Hudson del protagonista del romanzo, spinta a tutta velocità sulla route 66, e seguono il ritmo jazz e del be-bop anni quaranta.

“Sulla Strada” di Jack Kerouac, manifesto della Beat Generation

Peterson, New Jersey. È dove il romanzo ha inizio. A New York, a Chicago e sull’autostrada 66 prosegue il viaggio. In sottofondo il be-bop di Miles Davis e la voce drammatica di Billie Holiday. Su queste note la mente dell’autore corre libera. Il risultato è il romanzo “Sulla Strada” di Jack Kerouac, tratto da esperienze vissute in prima persona dall’autore. 

Il veterano Sal Paradise – pseudonimo dell’autore – è il protagonista. Al centro del racconto si inseriscono le ragioni della Beat Generation in tutte le loro forme. Le mirabolanti esperienze seguono le tappe dello scrittore Neal Cassady – Dean Moriarty nel libro – d’ispirazione per l’autore. Neal è il primo grande artista di rottura tra gli appartenenti alla Beat Generation. Dipinto quasi come l’eroe ispiratore di Sal, lo introduce in un nuovo stile di vita. Rapito dall’intraprendenza e dalla disarmante spensieratezza di Dean, Sal decide di accodarsi a lui e al suo gruppo di scapestrati in cerca di una nuova filosofia di vita. 

Il dissenso verso gli ideali americani  

L’anima di Sal è ormai coinvolta totalmente in un nuovo modo di condurre la sua esistenza. Dopo la guerra è impossibile tornare al passato o indulgere im uno stile di vita pacato e “normale”, con un lavoro stabile e onesto e una famiglia rispettabile. Sal vuole scuotere le coscienze, iniziando dalla sua. Tra le molte avventure si inserisce la critica di Kerouac alla sede della presidenza americana e alle ideologie contraddittorie di Washington. Nei discorsi degli amici di Sal le parole del presidente Truman sulla riduzione degli sprechi sono un invito a furti e ruberie di vario genere. Tuttavia dalla penna di Kerouac emerge un diverso intento: darsi ad atti illeciti e condurre una vita ai margini è una reazione istintiva e pura per chi non vuole aver nulla a che fare con la linea di pensiero della democrazia elitaria e opportunistica americana. 

Kerouac tramite la sua scrittura si fa portavoce di una nuova generazione di giovani americani. Tra reduci dalla Seconda Guerra Mondiale e ex detenuti, gli artisti della Beat Generation sono i protagonisti della seconda metà del XX secolo. Animano gli sconfinati percorsi del continenti ai lati delle strade con il pollice teso a fare l’autostop e non hanno una casa fissa. Non possono passare inosservati in un’America che pensa di poter dare il buon esempio ad un’ Europa straziata dalla guerra. Per questo costituiscono un punto di rottura forte. Non si allineano con l’idea del buon americano né con uno stile di vita semplice. Vivono ai margini della società, spesso racimolando qualche dollaro con lavori di fortuna.  

La natura vagabonda e complessa “Sulla Strada” di Jack Kerouac

Soltanto mediante una penetrazione nel periodo storico a cui Kerouac fa riferimento e a prescindere da ogni pregiudizio di sorta, il lettore riesce a comprendere le motivazioni che hanno portato un’intera generazione a non adeguarsi. All’indomani del secondo conflitto mondiale, l’America si trova spiazzata di fronte alla decisione di Truman di ricorrere alle armi atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Perciò la scelta di non voler far propria una vita semplice e regolare si caratterizza come una vera ribellione ad una presidenza guerrafondaia. Quando Sal diventa custode di un carcere a Mill Valley nella contea di Marin per racimolare qualche soldo, si trova di fronte ad ingiustizie e atti di violenza becera da parte dei poliziotti, che «morivano dalla voglia di sparare a qualcuno».

«Avresti dovuto essere qui, circa due mesi fa, quando io e Sledge […] arrestammo un ubriaco alla caserma G. Ragazzo mio, avresti dovuto veder volare il sangue. Ti ci porterò stanotte per mostrarti gli schizzi sul muro. L’abbiamo fatto rimbalzare da una parte all’altra.» 

Episodi del genere, appartenenti alla realtà quotidiana america, convincono gli artisti beat della linea che vogliono seguire: non possono accondiscendere al modello di vita che il mondo propone loro. Tuttavia il loro pensiero si fa ancor più articolato quando sottolineano che della società che tanto rifiutano apprezzano alcune creature e la natura. Così, spesso si fermano a contemplare ciò che li circonda. Riprendono poi il cammino: rifiutano una vita tranquilla. Il beat incessante li richiama nella spirale delle avventure nomadi. Tutto questo emerge dal romanzo di Kerouac. In ogni tappa l’impressione è quella di vivere il viaggio insieme ai protagonisti, e di percorrerne le stesse strade. Il freddo di New York, la natura di Denver e i colori di New Orleans che si specchiano nel corso del Mississippi. È tutto di fronte agli occhi del lettore.  

Il richiamo del jazz e di una cultura umana a tutto tondo

“Sulla Strada” di Jack Kerouac si costituisce come vero manifesto di una generazione che vive gli anni di affermazione economica e politica della spregiudicata “America del dollaro”. La sperimentazione delle droghe e la libertà sessuale sono solo manifestazioni della cultura beat. La vera essenza sta in un’esperienza continua della vita cruda e vera, così com’è, senza i filtri del perbenismo. Per questo la componente del viaggio e la condizione raminga dell’animo umano sono assolute protagoniste della mentalità dei ragazzi beat. 

«Che cos’è quella sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano indietro sulla pianura finché le si vede appena come macchioline che si disperdono? È il mondo troppo vasto che ci sovrasta, ed è l’addio. Ma noi puntiamo avanti verso la prossima pazzesca avventura sotto i cieli.» 

Anche un lettore contemporaneo può trovare un rifugio tra scapestrati esaltati da concerti jazz e una vita di incertezze. Una rappresentazione a 360° della condizione umana dalla più tenera e dolce a quella più animalesca e, a tratti, sporca, è la calamita che attrae verso le pagine di Kerouac. 

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