“The Karate Kid”. La storia vera che allinea mente e cuore

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"The Karate Kid". Storia vera, filosofia e tecniche di Karate

“The Karate Kid – Per vincere domani” è un film del 1984 diretto da John G. Avildsen che, qualche anno prima, aveva portato sul grande schermo Rocky“. Tra le due pellicole ci sono delle affinità: entrambi i protagonisti lottano sia letteralmente che metaforicamente e maturano. Daniel LaRusso (Ralph Macchio) è un adolescente americano di origini italiane che cerca di difendersi dai bulli. Nel farlo, grazie al maestro Miyagi, impara molto più del Karate, ne apprende la filosofia, un nuovo modo di vivere e di affrontare le situazioni.

«Ricordi quando facevamo lezioni sull’equilibrio? Quelle lezioni non dovevano servire solo per karate. Servono per tutto nella vita. Tutto nella vita ha un suo equilibrio. In questo modo tutto va meglio.» – Miyagi  

La storia vera dietro “The Karate Kid”

«Devi avere fiducia nella qualità di ciò che sai, non nella quantità.» – Miyagi 

La sceneggiatura di “The Karate Kid – Per vincere domani” si basa in parte sull’esperienza personale dello sceneggiatore Robert Mark Kamen. A 12 anni fu aggredito da una banda, il che lo portò a studiare arti marziali. Pare che ebbe prima un insegnante come il sensei dei Cobra Kai e poi, successivamente, un maestro immigrato giapponese, proprio come Miyagi (Noriyuki “Pat” Morita). A questa circostanza se ne aggiunge un’altra, riportata a suo tempo da un notiziario o da un giornale, che venne notata dal produttore Jerry Weintraub. La vicenda riguardava un ragazzo che per difendersi dai bulli divenne cintura nera di Karate. Dall’unione di questi avvenimenti, è stata creata la storia di Daniel-san e della sua rivalsa. 

Miyagi e Kreese. Curiosità sugli stili di Karate nel film 

Dare e togliere la cera, raschiare il pavimento, dipingere lo steccato e la casa sono attività che aiutano Daniel LaRusso a imparare alcuni movimenti di Karate. Si tratta di alcune tecniche del Gōjū-ryū, in cui per ogni movimento ce n’è uno opposto che forma una coppia di forza e aiuta a mantenere l’equilibrio. Questo stile nasce dall’arte del Naha-Te, Karate che si praticava nell’area intorno a Naha, capitale delle isole di Okinawa. È un’arte sviluppata dal maestro Kanryō Higaonna, che a sua volta si basa sull’Hequan. Quest’ultimo è lo stile della gru che rientra nella categoria del Xiangxingquan, ossia arti marziali cinesi che riproducono le movenze degli animali. Infatti, proprio con il “Colpo della Gru” -la cui applicazione è in realtà differente-, Daniel riesce a battere Johnny nella finale del torneo All Valley.  

«Prima lava tutte le macchine. Poi le lucidi, con la cera. Devi dare la cera con la mano destra e la devi togliere con la sinistra. Dai la cera, togli la cera. Il respiro lo prendi con il naso e lo emetti dalla bocca. Dai la cera, togli la cera. Non dimenticare il respiro, è molto importante.» – Miyagi  

Lo stile Gōjū-ryū fu fondato da un allievo del maestro Higaonna: Chōjun Miyagi, il karateka che dà il nome al maestro della pellicola. Il sensei John Kreese (Martin Kove), invece, si basa probabilmente sul primo insegnante di Karate dello sceneggiatore Robert Mark Kamen, che insegnava a utilizzare le arti marziali con violenza e come strumento di vendetta. 

«Colpire per primi, colpire forte, senza pietà.» – Cobra Kai  

La filosofia del Karate in “The Karate Kid”

“The Karate Kid – Per vincere domani” contrappone due categorie di persone: i bulli e gli emarginati. I primi sono i componenti del Cobra Kai, nonché il sensei John Kreese. Lui spinge i suoi allievi all’aggressività e loro prendono subito di mira il nuovo arrivato. Daniel, come Miyagi, è invece l’emarginato. Questa opposizione fa sì che si creino e vengano mostrati due modi di agire, di affrontare le situazioni e quindi due maniere differenti di vivere. Da un lato c’è la forza apparente che crea l’appartenenza a un gruppo, dall’altro il timore che provoca la solitudine.  

«Prima impara a stare in piedi, poi imparerai a volare. Natura insegna, non gli uomini.» – Miyagi 

Ma Daniel-san non è davvero solo. Sulle note della colonna sonora curata da Bill Conti, il giovane ha una crescita grazie agli insegnamenti del suo maestro e amico Miyagi. Seppur in modo atipico, Miyagi trasmette al giovane Daniel la filosofia dietro il Karate. L’arte marziale non è solo nelle azioni, ma è presente anche nella mente e nel cuore.

Un esempio è nella composizione del bonsai. Per dargli la forma desiderata bisogna concentrarsi, trovare la propria calma ma soprattutto trovare la fiducia in sé, focalizzarsi per raggiungere i propri obiettivi. Miyagi insegna a non dare importanza a una cintura di stoffa, ma alle proprie capacità. Insegna ad andare passo dopo passo, a impegnarsi, ad avere coraggio, ad approfondire le proprie conoscenze e a osservare la natura per imparare a vivere nel modo giusto. 

Gli insegnamenti vengono ripresi e approfonditi non solo nei sequel “Karate Kid II – La storia continua…”, “Karate Kid III – La sfida finale”, “The Next Karate Kid” e nel remake “The Karate Kid – La leggenda continua”, ma anche nella serie tv Netflix “Cobra Kai” che vede Daniel nuovamente protagonista insieme a Johnny Lawrence (William Zabka). 

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