“The singing butler” di Jack Vettriano. Poesia dei momenti rubati

Share
"The singing butler" di Jack Vettriano

“The singing butler” di Jack Vettriano (1992), un quadro controverso ma destinato a diventare, qualche anno dopo, la sua opera più famosa.

Dipinto ad olio-su tela, il quadro misura circa 70 cm e riproduce una coppia che danza abbracciata sulla battigia, protetta in modo un po’ goffo dagli ombrelli di una cameriera e di un maggiordomo, che forse canta, come suggerisce il titolo. La spiaggia è sulla costa scozzese di Fife, sul mare del Nord, il cielo è in tempesta sopra un orizzonte basso, la sabbia è ocra e bagnata. L’ambientazione non è rassicurante, sembra che ci sia stato un temporale, ma l’insieme dell’immagine non è cupo.

“The singing butler” di Jack Vettriano. Una magia romantica in spiaggia

Il punto centrale dell’intera opera è la coppia: l’uomo e la donna elegantemente vestiti danzano con trasporto e in perfetta sintonia con il contesto, non accorgendosi quasi delle due discrete presenze che tentano di ripararli dalla pioggia. Sono in abito da sera, sembra quasi che siano fuggiti da una festa: lui con una giacca da smoking e lei in un abito da sera rosso completato da un paio di guanti rossi lunghi, nonostante l’eleganza però è a i piedi nudi. Anche la loro posa è singolare. Di solito nel ballo di coppia è l’uomo che conduce con la mano sinistra prende la mano destra della donna, ma nel quadro la posizione è invertita e non ne sappiamo il motivo. Forse Vettriano voleva rispecchiare l’andamento di buone dinamiche relazionali in cui è la donna a condurre i giochi – di seduzione e crescita -, o più semplicemente ignorava le regole del ballo.

Il maggiordomo che canta “Fly me to the moon”

Le figure ai lati del quadro, a detta del pittore, sono state inserite per equilibrare la scena. La cameriera indossa un grembiule bianco e stringe il suo cappello, il maggiordomo è invece vestito formalmente e un po’ ingobbito. Il titolo del quadro rivela che sta cantando probabilmente per far ballare la coppia. Lo stesso artista ha dichiarato che il maggiordomo sta effettivamente cantando il brano Fly me to the moon” reso famoso da Frank Sinatra.

Nessuno dei volti dei personaggi ritratti è visibile frontalmente e l’intero quadro sembra esprimere un senso di inquietante incertezza. Nonostante ciò, Vettriano ha raccontato di aver ricevuto una lettera da un uomo convinto di aver trovato nel maggiordomo senza volto la somiglianza con un amico perduto da tempo. Il pittore racconta inoltre di aver creato “The Singing Butler” perché all’inizio della sua carriera una donna ha osservato che era «bravo a dipingere le spiagge» e perché «le persone innamorate di solito vanno in spiaggia». Ma il soggetto gli è piaciuto talmente tanto, che ha realizzato un’altra versione del dipinto, “Dancer in Emerald”, diversa dall’originale per l’assenza della cameriera, e il colore dell’abito della donna, non rosso ma verde.

“The singing butler” di Jack Vettriano. L’artista non amato dai critici

I critici d’arte non sono stati indulgenti con quest’opera, l’hanno infatti aspramente disapprovato per l’illuminazione incoerente, la raffigurazione del vento e la posizione dei ballerini. Le critiche sono sfociate addirittura in scandalo, quando un quotidiano scoprì che il soggetto raffigurato era stato ripreso dalle foto del “Perfetto manuale dell’illustratore”, acquistabile in una qualsiasi libreria per poche sterline. Ma Vettriano affrontò le accuse riportando le parole di Picasso.

«Altri artisti prendono in prestito – Io rubo […] lo stesso libro che ho usato è stato trovato nello studio di Francis Bacon quando è morto.»

Nonostante tutto, “The singing butler” di Jack Vettriano in versione originale è stato venduto all’asta per 90mila sterline nell’agosto del 2003, per poi essere riacquistato per 745mila sterline da un collezionista privato. Un vero record per la pittura scozzese fino a quel momento. L’opera inoltre vanta milioni di poster venduti ed è l’immagine più riprodotta sulle cartoline di auguri in Gran Bretagna. Il quotidiano The Guardian afferma che l’artista incassi mezzo milione di sterline all’anno in soli diritti d’autore per riproduzioni tipografiche.

La pittura fotografica e iper realista di Jack Vettriano

Un successo sancito dal pubblico, quindi, e non dai critici, che continuano a rimproverargli la sua formazione autodidatta, e a giudicarlo banale e privo di immaginazione. Vettriano infatti si avvicina alla pittura grazie ad una scatola di colori ad acquerello donatagli per il suo ventunesimo compleanno. Da allora trascorre molto del suo tempo libero da autodidatta, a dipingere copiando prima gli impressionisti e poi unendo le influenze di Hopper a quelle dei manifesti cinematografici hollywoodiani. Ne scaturisce così uno stile fortemente illustrativo e una pittura fotografica che, in alcuni casi, sfiora un iper realismo.

I suoi dipinti, infatti, sono istanti fissati su tela: riproducono l’effetto delle fotografia rubate e, al tempo stesso, sono carichi di dinamismo. Raramente però mostra i volti dei suoi personaggi, cosi che chiunque osservi il quadro vi si possa immedesimare. Le atmosfere sono spesso fredde e distaccate da film noir e anni cinquanta e solo a volte si alternano a quelle più chiare e romantiche, dove uomini e donne in coppia o in gruppo, elegantemente vestiti, passeggiano o ballano. La forza della sua pittura sta proprio in uno stile reale che ritrae però soggetti di un passato elegante e raffinato. Vettriano cerca di fermare il tempo, di rendere perpetuo un colore, un suono, un attimo in cui tornare a vivere, come lui stesso ha affermato:.

«My work is my fantasy world. I paint the world I want to be in»

“Dancer in Emerald” di Jack Vettriano

"Dancer in Emerald" di Jack Vettriano
Related Posts
3 Comments
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.