‘The white contamination’ di Florian Ruiz, il dolore della natura

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“The white contamination” di Florian Ruiz, il dolore della natura
Vincitrice nella categoria “Fotografia creativa” per i Sony World Photography Awards 2018

L’11 marzo del 2011, la prefettura di Fukushima fu sconvolta da un energico terremoto generatosi al largo delle coste del Giappone settentrionale. Il sisma di magnitudo 9 sulla scala Richter fece scattare gli allarmi di quattro centrali nucleari i cui reattori si sono spenti automaticamente. Lo tsunami, creatosi a causa del terremoto, colpì violentemente la centrale nucleare di Fukushima Dai-Ichi, mettendo fuori uso i generatori e impedendo così il raffreddamento dei reattori, questo causò la fusione dei noccioli e il conseguente rilascio di una nube carica di radiazioni. Gli abitanti dovettero subito evacuare l’area, ma molti sono stati i morti registrati. Le conseguenze non hanno tardato a farsi sentire anche nelle aree naturali intorno la prefettura di Fukushima, che divennero zone tossiche e interdette per decadi.

‘The white contamination’ di Florian Ruiz premiato ai Sony World Photography Awards 2018

Il reportage fotografico si pone come obiettivo proprio quello di rappresentare in fotografia gli effetti devastanti che la radioattività ha avuto sulla natura. Nasce così “The white contamination” che si è aggiudicato la vittoria ai Sony World Photography Awards 2018 nella categoria “Fotografia creativa”. In seguito alla premiazione, il fotografo ha spiegato il sui progetto e la tecnica utilizzata per realizzarlo:

«Ispirato dalle incisioni giapponesi, speravo di catturare i momenti fugaci, le percezioni sempre mutevoli della natura, dove le radiazioni si accumulano di più. Usando un contatore Geiger, ho misurato la contaminazione radioattiva in Becquerel (Bq), un’unità che esprime disintegrazione atomica al secondo. Con un processo di super impressione sfalsata, intendevo mostrare l’alterazione dell’atomo nelle mie immagini. Gli effetti di trasparenza e le prospettive spezzate danno origine a una forma in movimento, un mondo impermanente. Ho quindi creato una vibrazione, una deviazione dalla realtà del soggetto che rivela la presenza di radiazioni nell’immagine. Il processo reinventa e stravolge il paesaggio stesso, portando a una sorta di vertigine, un pericolo minaccioso nascosto dietro la purezza del bianco dei paesaggi» – Florian Ruiz (Sony World Photography Awards 2018)

Il dolore invisibile colto da Florian Ruiz con la fotografia creativa

Le foto del reportage “The white contamination” possono sembrare a prima vista semplici scatti panoramici. La somiglianza alle vecchie incisioni giapponesi, piene di rami, alberi, limpidi corpi d’acqua, campi innevati e orizzonti pacifici trae in inganno l’osservatore superficiale. Ad uno sguardo più attento, questi scatti rivelano quello che sembrano errori digitali: prospettive distorte, aree più trasparenti delle altre e immagini spezzate, modifiche che disturbano la visione, creando quasi un senso di malessere nello spettatore.

Ruiz è così riuscito a mostrare attraverso la fotografia la minaccia nascosta dietro la purezza dei paesaggi bianchi di Fukushima. La didascalia di ogni foto infatti è un valore numerico che rappresenta la radioattività in becquerel(Bq), misurata dal fotografo stesso, e dalla quale ha fatto cominciare il suo lavoro per modificare le immagini. Incurante del pericolo, Florian è riuscito a trasmettere con la fotografia creativa e i suoi scatti l’invisibile pericolo della radioattività.

«Ruiz ha trovato un modo memorabile di creare immagini che trasmettano un senso di intensità e tristezza per questa lunga silenziosa violenza contro la natura.» – Jim Casper (Sony World Photography Awards 2018)

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