“The Witch” di Robert Eggers. Il Male assume diverse forme

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"The Witch" di Robert Eggers

“The Witch” di Robert Eggers è il primo lungometraggio  in cui dimostra la sua abilità nella settima arte. La pellicola presenta degli elementi classici e inquietanti del cinema horror ambientati nella New England del 1630. Qui alla solitudine e alla desolazione del luogo si aggiungono la profonda fede nella religione che sfocia nel fanatismo, la paura del male – con la conseguente volontà di dare sempre una spiegazione tangibile a ciò che non si comprende -, la stregoneria e il satanismo. Tuttavia ciò che rende “The Witch” un Elevated Horror sono la scenografia e la musica, che suscitano delle sensazioni disturbanti. Ciò che fa paura viene nascosto alla vista. La colonna sonora di Mark Korven alterna silenzi a suoni carichi di tensione e disarmonia. 

Il film – il sottotitolo originale è “A New England Folktale” – si ispira a diversi racconti, resoconti storici sulla stregoneria, diari e registri. Capita che alcuni dialoghi siano presi direttamente da fonti del periodo! Il titolo viene spesso reso come “The VVitch”, perchè Robert Eggers lo trovò scritto così in un opuscolo sulla stregoneria dell’Età di Giacomo I. La pellicola ha vinto diversi premi, tra cui il Sutherland per la miglior opera prima al BFI e miglior regia al Sundance Film Festival.  

«Non è facile svegliarsi in una giornata grigia, il diavolo ti tiene gli occhi chiusi.» – William 

Le Pitture Nere che hanno influenzato il film

“The Witch” di Robert Eggers rimanda a numerose opere pittoriche. Tra questi, “A Witches’ Sabbath” di Cornelis Saftleven, del 1650 ca. Oltre alle tonalità scure, si identificano numerosi animali, uomini con parti del corpo animalesche e delle streghe, una delle quali cavalca un ariete. Una produzione più ampia che può essere accostata alla pellicola è quella delle cosiddette “Pitture Nere” di Francisco Goya.

Ne “El aquelarre” del 1798 e del 1823 – conosciuto anche come “El Gran Cabrón” – vengono ripresi gli stessi temi. Il Diavolo assume la forma di una capra nera che nel primo caso ha degli occhi rossi e conturbanti, mentre nel secondo sembrano quasi fissi e vuoti. Nella prima opera partecipa al Sabba delle Streghe ricevendo sacrifici di giovani e bambini, mentre nell’altra si trova di fronte alla congrega che lo osserva con sguardo assorto. Il dipinto del 1798 mostra delle linee meglio definite rispetto a quello successivo e una maggiore varietà di colori. L’olio del 1823, invece, si tiene su toni più scuri che vengono ripresi ne “La lámpara del Diablo”.

Al di là dei temi di queste opere vengono ripresi i contrasti e chiaroscuri per dare un senso di paura e angoscia. L’incisione di Goya del 1799, “Linda maestra!”, ricorda il modo in cui è rappresentata la strega nella sua vera essenza. 

“The Witch” di Robert Eggers. La suggestione del nascosto 

Il film è girato con un aspect ratio di 1:1,66, che con una forma più quadrata dell’inquadratura lo fa sembrare un vecchio filmato. I piani di ripresa variano e presentano diversi primi piani sia frontali che laterali. In alcuni casi la camera è ferma sui personaggi o su gli ambienti con i soggetti in movimento, in altri invece segue i loro movimenti. La particolarità sta nel non mostrare mai in modo diretto gli elementi più macabri, ma si sa cosa sta accadendo. Questo espediente rende gli eventi più suggestivi così come lo stacco secco che alterna alcune scene tra loro.

Il pathos è rafforzato dalla fotografia di Jarin Blaschke. Le immagini sono cupe e ricche di chiaroscuri grazie all’utilizzo della luce naturale. All’esterno ogni cosa è piuttosto ben illuminata, ma in modo soffuso. In casa al contrario si creano dei forti contrasti dato che l’unica fonte di luce sono le candele o il fuoco del camino, ciò avviene in particolare nelle scene di notte. Il modo in cui il vento che viene dall’esterno fa muovere le fiamme, crea un gioco di ombre in movimento che rende le scene realistiche. Questo effetto di verosimiglianza è ottenuto anche grazie ai costumi, chiaramente basati sui dipinti olandesi del XVII secolo

Civilizzazione contro natura

«Ho vissuto nel peccato, lo confesso. Sono stata pigra nel mio lavoro, disobbediente con i miei genitori, negligente con le mie preghiere. Ho, in segreto, giocato durante il tuo Sabbath, infranto ogni tuo comandamento con il pensiero. Ho seguito i miei desideri e non lo Spirito Santo. So di meritare tutta la vergogna e la miseria di questa vita, e le fiamme eterne dell’inferno. Ma io ti prego, in nome di tuo figlio, perdonami. Abbi pietà di me. Mostrami la tua luce.» – Thomasin 

Il film attraversa numerose tematiche che si intrecciano tra loro e si oppongono. Da un lato c’è una società patriarcale ed estremamente religiosa, dall’altro una società prevalentemente femminile in cui si ricerca la libertà e l’indipendenza. La contrapposizione di queste società indica il conflitto tra civilizzazione e natura. La casa e la famiglia appartengono al mondo civilizzato, mentre il bosco e le creature che ci abitano, alla natura.

Sembrerebbe quindi che la società civilizzata riesca a capire e soddisfare l’uomo, ma non è così. La vicinanza alla natura e la sessualità, espresse attraverso la nudità delle streghe, vengono represse dall’estremizzazione religiosa. Insieme al controllo e al potere su di sé, sono strade che possono essere percorse soltanto fuori da una comunità tanto chiusa da cercare e trovare in una ragazza il capro espiatorio di eventi spaventosi e inspiegabili.  

«Ti piacerebbe vivere nel piacere? Ti piacerebbe vedere il mondo?» – Black Phillip 

“The Witch” di Robert Eggers. Il caprone, la lepre e il corvo

Non è un caso che si parli di capro espiatorio e che nel film compaia proprio un caprone. Si pensi alla mitologia greca. Pan è una divinità dalle fattezze caprine che popola i boschi, un dio silvano, spesso associato a Dioniso, noto per i banchetti festosi dediti al vino e ai piaceri carnali. Durante il Medioevo l’immagine pagana è stata rielaborata dalla religione cristiana, divenendo simbilo di stregoneria e Satana stesso.

«L’avversario prende spesso la forma di un caprone e bisbiglia, sì… Bisbiglia.» – Thomasin 

In “The Witch” sono presenti altri due animali: la lepre e il corvo, entrambi legati alle streghe. Il primo è segno di malaugurio se incontrato di mattina. Il corvo è un’altra delle sembianze prese dal Diavolo e dalle streghe e si ciba delle carcasse, di carne (nel film pizzica il seno di Katherine). Il Male assume diverse forme, ma non solo animali. Si nasconde nelle canzoncine dei gemelli e nel fanatismo religioso per negare la piena e totale libertà di espressione.

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