Ballo al Moulin Rouge di Toulouse Lautrec nella Bella Époque

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Ballo al Moulin Rouge di Toulouse Lautrec

“Ballo al Moulin Rouge” di Henri de Toulouse Lautrec è stato realizzato tra il 1889 e il 1890. L’artista ha dedicato l’opera al famoso locale notturno che frequentava assiduamente: il “Moulin Rouge”, simbolo indiscusso della Belle Époque. La sua passione era legata alla realizzazione di continue incisioni, schizzi e disegni vari, eseguiti durante il caos delle serate mondane alternato a momenti di serena tranquillità. Il dipinto è stato esposto per diverso tempo all’interno del locale, insieme a numerose altre opere dell’artista, finché non trovarono una giusta collocazione. Oggi è possibile poterlo ammirare da vicino nel Museo d’arte di Filadelfia.

«Nel nostro tempo ci sono molti artisti che fanno qualcosa perché è nuovo. Vedono il loro valore e la loro giustificazione in questa novità. Tuttavia ingannano loro stessi: la novità è raramente l’essenziale.» – Henri de Toulouse Lautrec

Ballo al Moulin Rouge’ di Toulouse Lautrec rappresenta lo stile di vita della Belle Époque

I protagonisti dell’opera d’arte sono la ballerina e il suo accompagnatore, che occupano il centro della composizione. Louise Weber, conosciuta con il soprannome di “La Goule”, agita la sua gonna in modo vistoso e provocante danzando con Edme Etienne Renaudin, un brillante ed esuberante ballerino. Parte del “Ballo al Moulin Rouge” è occupato anche da una misteriosa figura femminile vestita di rosa con un vistoso cappello giallo e bianco, colta in tutta la sua eleganza e raffinatezza e accompagnata da una dama vestita di verde. Sulla destra, in secondo piano, con la barba bianca, si intravede anche il padre dell’artista, allontanatosi dalla moglie nel 1868 per una serie di disastrosi problemi familiari.

La particolarità di queste due figure è che il loro sguardo è rivolto verso il basso, facendole apparire quasi disinteressate al contesto in cui si trovano. Questa peculiarità, al contrario, attira maggiormente l’attenzione dello spettatore, che cerca inevitabilmente di cogliere un significato più profondo celato dietro la scena raffigurata. Alcuni soggetti presentano una forte espressione caricaturale, quasi esagerata, caratteristica tipica dell’artista.

Gli ospiti assistono al piacevole spettacolo chiacchierando e sorseggiando qualcosa da bere nella più assoluta spensieratezza. “Ballo al Moulin Rouge” di Toulouse Lautrec presenta alcune figure in procinto di muoversi, colti dall’istantaneità, congelati nel mentre vagano da una zona all’altra della sala alla ricerca di una ragione per divertirsi. L’artista vuole fissare nella sua tela la mentalità dell’epoca, la personalità, il modo di condurre la vita in un momento storico e culturale che coinvolge anche la sottile arte del Can Can e del Cabaret. Henri de Toulouse Lautrec utilizza colori accesi e brillanti, le pennellate in parte appaiono frammentate e sfumante, mentre in altre si trasformano in un segno che mantiene viva l’atmosfera, ritraendo i vari effetti della luce che si susseguono nell’ambiente.

Lautrec e i bohémien. Libertà, Bellezza, Verità, Amore

Il “Moulin Rouge” di Toulouse è oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo come il locale notturno per eccellenza della capitale parigina. Situato ai piedi della collina Montmartre, il cabaret è stato inaugurato il 6 Ottobre 1889 ed ebbe a partire da subito un successo immediato. Un vero e proprio ritrovo nella Parigi del XIX sec che accoglieva uomini d’affari, scrittori, artisti, musicisti e poeti dopo una lunga giornata di lavoro, per fuggire da un ciclo di attività ordinarie e ripetitive ed abbandonarsi allo stile di vita bohémien.

L’origine del termine si basa su un’errata credenza popolare francese secondo cui i gitani provenivano dalla Boemia, una regione dell’attuale Repubblica Ceca. Alla base di questo movimento artistico c’era una particolare maniera di vivere. I giovani amavano trascorrere le proprie giornate all’insegna di alcool, rapporti extraconiugali e della cosiddetta “povertà volontaria”, abbandonando le ricche famiglie di provenienza per dedicarsi ai piaceri più fugaci della vita su modello degli artisti europei. I quattro comandamenti della vita da bohémien sono ben riassunti nel film “Moulin Rouge” di Baz Luhrmann del 2001, ovvero “Libertà, Bellezza, Verità, Amore”.

«Sono arrivato a Parigi un anno fa. Era il 1899, l’estate dell’amore. Io non sapevo niente del Moulin Rouge, né di Harold Zidler o di Satine; il mondo era stato travolto dalla rivoluzione bohémien e io ero arrivato da Londra per prendervi parte. Su una collina di Parigi c’era il quartiere di Montmartre, non era come diceva mio padre “il quartiere del peccato!”, ma il cuore del mondo bohémien, musicisti, pittori, scrittori, i cosiddetti figli della rivoluzione. Si, ero venuto a fare una vita da spiantato, ero venuto a scrivere di verità, bellezza, libertà, e la cosa a cui credevo di più in assoluto: L’amore.»  – Ewan Mcgregor in “Moulin Rouge”

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