Tre minuti a mezzanotte di Maria Mezzatesta. Bio-Fantascienza

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"Tre Minuti a Mezzanotte" di Maria Mezzatesta

Con le prime righe che aprono il romanzo “Tre Minuti a Mezzanotte” di Maria Mezzatesta, ci si trova in un distretto di Varanasi in India, non lontano dalla caotica e inquinata città indiana, dove la spazzatura e il caos  rendono malsana la vita dei cittadini che la abitano.

«Arrivò in un bosco con alberi scuri e snelli che si allargavano in alto a formare un tetto verde brillante. Una natura rigogliosa, che dà un senso di pace, pensò. Fu piacevolmente impressionato dalla bellezza di quel posto, dal profumo pungente: un misto di foglie, erba e terreno umido che formava un tappeto soffice. La luce sfolgorante del sole pioveva attraverso i rami e penetrava nel bosco creando tutti’intorno laghi lattiginosi alternati a coni d’ombra, sembrava una foresta incantata»

Più avanti il Gange, il fiume sacro che unisce gli indiani nella preghiera e che per molti diventa il luogo dove aspettare la morte. Il testimone di questa descrizione è un “ospite”, un uomo anziano che osserva, senza giudicare, il paesaggio, ma che in modo anonimo, come il suo nome, stimola la curiosità del lettore.

Dall’India si arriva a New York nel palazzo dell’ONU, dove John Dalloway sarà coinvolto in un’indagine e in vicende mozzafiato. Luoghi differenti dove pullula una vita frenetica, dai mercatini e luoghi di culto indiani, alle strade e i grattacieli americani.

“Tre Minuti a Mezzanotte” di Maria Mezzatesta. Un messaggio da Blu Noor

Anni luci da questi due mondi c’è il pianeta Blu Noor, un pianeta dove gli alberi e l’ambiente sono blu e dove il sole è un disco giallo chiamato Thuran. In questo scenario, descritto in modo molto realistico pur nella sua diversità, gli abitanti vivono in modo del tutto simile ai terrestri, provando stesse emozioni e sentimenti. La fragilità tutta terrestre degli abitanti del pianeta Blu Noor emerge da una domanda che Vlad pone ad Alya con la semplicità di un bambino: «Voi credete nell’esistenza di una forza creatrice?». Se la domanda sorprende per la stessa sua natura, ancora più scontata potrebbe sembrare la risposta di Alya.

«Penso che non abbia senso interrogarsi sull’origine del Tutto, non porta a nulla. Occupiamoci del viaggio come metafora della vita, e lungo il cammino avremo molte risposte. L’unica certezza che abbiamo è che stiamo percorrendo una strada, non sappiamo se è stata costruita da Qualcuno oppure se si è costruita da sé, ma stiamo facendo questo viaggio insieme ed altri che ci accompagnano e che non incontriamo per caso. Vlad rimase in silenzio”

La trama che unisce le due realtà è costruita in modo fluido e coinvolgente e si prova, fin dalle prime pagine, la sensazione di vivere in prima persona accanto ai personaggi, di identificarsi con le emozioni dei protagonisti fino a soffrire e cercare insieme a loro la verità.

I temi affrontati nel romanzo toccano temi che ruotano intorno alla gestione di una convivenza consapevole con la natura. La ricerca di fonti rinnovabili e alternative nel rispetto dell’ambiente rispecchia l’attenzione nel salvaguardare gli Elementi naturali e nel venerare la grande Madre Terra.

Il messaggio inquietante della imminente fine di tutto, come diretta conseguenza di scelte di vita scellerate, denuncia l’alterazione dell’equilibrio vitale dell’umanità, che han mortificato e compromesso irrimediabilmente la natura. Ma “Tre Minuti a Mezzanotte” di Maria Mezzatesta poi si veste di giallo e coinvolge il lettore in un thriller avvincente. Mancano davvero solo tre minuti a mezzanotte? Da Blu Noor la Terra appare ferita e sofferente.

Autore: Raffaela Argento

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