Tutte le varianti del velo islamico. Burqa, chador, hijab

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Tutte le varianti del velo islamico: burqa, chador, hijab

َا أَيُّهَا النَّبِيُّ, قُلْ لأَزْوَاجِكَ وَ بَنَاتِكَ وَ نِسآءِ الْمُؤْمِنِيْنَ: يُدْنِيْنَ عَلَيْهِنَّ مِنْ جَلاَبِيْبِهِنَّ…

«O Profeta, di’ alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro jalabib.» – Corano, capitolo 33, versetto 29

Le donne che coprono o nascondono la testa e i capelli sotto il velo sono sempre più diffuse in Occidente. Questo tanto discusso lembo di tessuto non è solo un capo di abbigliamento, ma si è fatto carico di moltissimi significati simbolici e di valori sociali e culturali. L’obbligo per le donne di portare il velo islamico viene fatto risalire addirittura alla Mesopotamia assira del 1114 a.C. – ad un’epoca quindi, antecedente allo stesso sorgere dell’Islam – e inizialmente non riguardava soltanto il Medio Oriente, ma tutto il Mediterraneo. Si può dire che anche successivamente l’uso del velo per le donne non fosse diffuso soltanto nei paesi di religione musulmana, ma anche in quelli dove si praticava il cristianesimo, un evidente lascito di quest’usanza è il velo che ancora oggi portano le suore.

Veli islamici per le donne arabe: costrizione o libertà?

Oggi di questo indumento si discute moltissimo. Tradizionalmente ha rappresentato la necessità di coprire il corpo della donna, ritenuto a volte troppo peccaminoso e diabolico, altre troppo bello e desiderabile, per essere mostrato. All’interno della religione è simbolo di modestia e protezione. Per la donna il velo è naturalmente il simbolo di una forte identità culturale e religiosa, ma anche di femminilità e di libera scelta; un capo a cui si riconosce bellezza e le cui varianti seguono i flussi della moda. Secondo la prospettiva occidentale è simbolo della subalternità femminile e, nei casi più estremi, persino di una palese violazione dei diritti umani. Si pensi che in Francia e Belgio alle donne arabe è vietato indossare il velo nei luoghi pubblici per questioni di sicurezza.

Il mondo islamico però è variegato e profondamente complesso. Per poter parlare di velo con rispetto e consapevolezza, ma soprattutto per capire se e in che misura è una libera scelta dell’individuo, è necessario conoscere i diversi tipi di velatura.

Diversi tipi di velo islamico, dal burqa al niqab

Il burqa è il velo islamico usato esclusivamente in Afghanistan e in Pakistan. In Afghanistan fu reso obbligatorio per legge sotto il governo talebano che dominò il paese dal 1996 al 2001. Oggi non vige più nessun obbligo di indossarlo. Si tratta di un velo integrale, fatto di un tessuto coprente e pesante che ricopre il corpo completamente. All’altezza degli occhi c’è solo una retina di stoffa a griglia per permettere di vedere. A Kabul il colore tipico del burqa è il blu, ma in altre parti della nazione e in Pakistan possono essere anche verdi, marroni o bianchi.

Il velo che rivela meno il corpo delle donne arabe, subito dopo il burqa, è il niqab. Diffuso soprattutto negli stati del Golfo e in particolare in Arabia Saudita, copre completamente il corpo, lasciando libera una striscia per gli occhi. Esistono due tipi di veli islamici. Il niqab saudita, composto  da due veli e una fascia che è legata dietro la nuca passando per la fronte – a differenza dello chador -. Il niqab yemenita è invece composto da una bandana triangolare da porre sul capo e un velo rettangolare che viene portato dagli occhi in giù, copre tutti i capelli sulla schiena e sul petto. Viene indossato insieme ad una lunga tunica sul resto del corpo.

I veli islamici col volto scoperto

In Iran invece è più diffuso lo chador, un semicerchio di tessuto, in genere nero, che copre tutto il corpo e viene tenuto chiuso sul collo con la mano, come un mantello. Lo chador può essere accompagnato anche da un velo più piccolo all’altezza del collo. Anche il khimar è una sorta di mantello, ma, a differenza dello chador, arriva in genere solo fin sopra la vita, anche se alcuni modelli arrivano fino all’altezza delle ginocchia. Copre i capelli, il collo e le spalle, ma lascia scoperto il viso.

L’Al-Amira è un velo comporto da due pezzi, un copricapo di cotone o poliestere con sopra un foulard che copre il collo. Invece la lunga sciarpa rettangolare avvolta intorno alla testa e fissata sulle spalle con una spilla prende il nome di Shayla ed è molto comune nei paesi del Golfo.

Il foulard più comune nei paesi occidentali è l’hijab. Prevede una o più sciarpe di vari modelli, colori e fantasie che coprono solo  la testa ed il collo, lasciando il viso scoperto. Nel Corano la parola “hijab” indica genericamente un sentimento di pudore e castità, riferito tanto alle donne quanto agli uomini, per i quali si concretizza con l’atto di tenere gli occhi bassi, il cosiddetto “hijab degli occhi”.

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