UniMusic Festival omaggia la sensibilità di Morricone nel cinema

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UniMusic Festival omaggia Ennio Morricone

Il suggestivo Cortile delle Statue, chiostro monumentale della Casa del Salvatore, ospita l’UniMusic Festival, che rende omaggio al grande artista internazionale Ennio Morricone. Con le abilità sonore della Nuova Orchestra Scarlatti, in collaborazione con Nello Salza – tromba, trombino e flicorno -, David Medina al basso, Gianfranco Romano alla batteria, e Vincenzo Romano – arrangiatore delle composizioni – alle tastiere, si ripercorrono le colonne sonore di diversi film, a cui si unisce la musica di ricerca. Dopo la presentazione iniziale del direttore artistico Gaetano Russo, Nello Salza – Prima Tromba solista di oltre 400 soundtrack – condivide con il pubblico alcune esperienze vissute in prima persona col Maestro Morricone e lo accompagna durante lo spettacolo musicale.  

«Quando la musica è scritta bene, le parole non hanno senso.» – Nello Salza 

Seguendo le colonne sonore dai primi passi nel cinema

Il primo brano eseguito è “Gabriel’s Oboe” dalla pellicola di Roland Joffé “Mission”. Subito ci si immerge nel proprio spirito e ci si sente in contatto con la natura attraverso la dolcezza delle note. Con un salto temporale, si passa direttamente a “La lettera di Lincoln” da “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino, per cui Ennio Morricone vinse il Premio Oscar.

«Devo fare un pezzo col trombino, come te lo devo scrivere? […] Eh no, perché lo devi suonare tu» – Nello Salza

Il trombettista riporta le parole del Maestro, il quale per quella scena finale scrisse 3 temi: «Ma tanto Tarantino sceglierà quello che dico io». Si torna indietro, agli anni ‘60, con gli “Spaghetti Western” e Sergio Leone. Per rendere omaggio al cineasta italiano, vengono eseguiti brani tratti da “Per un pugno di dollari” – dove al famoso fischio del west, si unisce il suono della chitarra elettrica -, “Per qualche dollaro in più”, “C’era una volta il West”, “Giù la testa” e “Il Buono, il Brutto, il Cattivo”. Seguono “Metti una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi – dove gli ostinati vengono armonizzati – e “Il Clan dei Siciliani” di Henri Verneuil, con i suoi toni drammatici e ritmici.  

«Nello che racconta qualche aneddoto, già dispone il pubblico nella situazione del film. Io ogni volta mi emoziono, tantissimo, e mi fa solo molto piacere. […] Mi diverte (suonare la musica di Ennio, ndr) perché, con la passione, l’ho studiata per tanti anni. Ormai la domino e ne tiro fuori quello che sento sia il fulcro della musica, l’emotività che esce dalle note. Morricone ha scritto le note e io cerco di replicare l’emotività che ha creato.»» – Vincenzo Romano, arrangiatore

L’altro Ennio Morricone

Le grandi abilità del maestro vengono dimostrate anche con l’esecuzione di brani del 1958. “Tre Studi per flauto, clarinetto e fagotto”, realizzati da Marilù Grieco, Gaetano Russo e Francescopaolo Balestrieri, infatti, presentano la parte meno conosciuta del compositore romano, “l’altro Morricone”.  Si scopre così un linguaggio musicale differente, vivace e intenso. Si ritorna alle colonne sonore, con le tracce di “Nuovo Cinema Paradiso” e “La leggenda del pianista sull’oceano” di Giuseppe Tornatore, intervallate da “La Califfa” di Alberto Bevilacqua. La prima composizione regala delle emozioni in contrasto. Tra un senso di speranza e un senso di malinconia, entra nell’animo del pubblico. Mentre “Playing Love” da “La leggenda del pianista sull’oceano” trasmette l’amore e la semplicità dell’animo di Novecento.  

Infine, si passa alla stravagante suspense di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri, per poi fare ritorno al cinema di Sergio Leone con “C’era una volta in America” che lascia senza parole. Con una musica di tale intensità, l’unica cosa che bisogna fare è chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalle note poiché portano direttamente nell’atmosfera della storia. Ma per concludere, la Nuova Orchestra Scarlatti, Nello Salza, Vincenzo Romano, David Medina e Gianfranco Romano decidono di rendere omaggio ad un altro pilastro della musica italiana: Pino Daniele. Suonano “Quando” per ricordare, con lui, anche Massimo Troisi

Così si chiude una delle ultime sere d’estate, sotto il soffitto di nuvole del cortile barocco della Casa del Salvatore, con l’omaggio al Maestro e uomo Ennio Morricone. La sua musica e suo il cinema hanno attraversato i porticati e le strade del centro storico di Napoli.  

«È molto bello questo ambiente. Si presta molto. È intimo quanto basta ed è grande per esprimere molto bene qualsiasi volontà musicale. Mi piace molto.» – Vincenzo Romano

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