“Va’, metti una sentinella” di Harper Lee: lotta al conservatorismo

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"Va', metti una sentinella" di Harper Lee

Nel 2015 viene dato alle stampe “Va’, metti una sentinella” di Harper Lee. Nel 1957 lo presentò al suo editore il quale, non convinto dell’efficacia della storia, le consigliò di rielaborarla. Dalla riscrittura nacque “Il buio oltre la siepe”. Il manoscritto scartato rimase però tra le carte di Lee fino al 2015. A più di 50 dal successo mondiale de “Il buio oltre la siepe”, Lee sconvolge le convinzioni dei suoi lettori più affezionati con una storia sensazionale. Inizialmente è tiepida l’accoglienza – titolo originale “Go set a watchman” . Il New York Times afferma che l’opera «potrebbe persino ridefinire il lascito letterario della Lee».  Certamente non una delle migliori partenze.

D’altronde il romanzo ribalta le sicurezze assunte con “Il buio oltre la siepe”. Pur condividendone i personaggi principali e l’ambientazione, nonché le tematiche portanti, complica la psicologia di chi lo popola e  sembra esserne il seguito. Jean Louise non è più bambina, ma una donna di 26 che vive a New York mentre a Maycomb, Alabama, intorno al defunto Jeremy, ruota una nube di ricordo e nostalgia. Il cambiamento più sconvolgente però si registra in Atticus, l’avvocato coraggioso del “prequel” romanzesco.  Tuttavia, Harper Lee non approfondisce a pieno la morte di Jeremy e al tempo stesso introduce una serie di considerazioni senza mai sviscerarle davvero.

“Va’, metti una sentinella” di Harper Lee. Contraddizioni e considerazioni

Proprio per questo “Va’, metti una sentinella” di Harper Lee sortisce un effetto di spaesamento. Chi legge pensa di approcciarsi a un romanzo in cui i protagonisti sono solo un po’ cresciuti, o al massimo se ne perde qualcuno per acquistarne un paio in più. Soprattutto ci si aspetta la stessa lucidità dell’opera più famosa. Invece nel corso della lettura vi sono dei prima e dopo piuttosto d’impatto, ma che rimangono sospesi. Sicuramente il personaggio che sembra aver subito la trasformazione più forte è Atticus. Risulta essere contradditorio. Come tutti i protagonisti ha delle incoerenze che lo rendono un personaggio sfaccettato e di difficile comprensione. 

Harper Lee cuce addosso ad Atticus tutti contrasti che appartengono all’America. La tematica portante è la stessa, il razzismo e le sue diramazioni, le forme che la mentalità razzista adotta e le interpretazioni che le generazioni successive danno al pensiero razzista. Infatti Jean Louise è ormai una donna, così come anche le sue coetanee. Le stesse, sebbene giovani e potenzialmente più progressiste dei loro genitori, nutrono le stesse idee retrograde e estremiste, le stesse paure ingiustificate, il terrore del “diverso”. Ci aspetteremmo un salto in avanti, una conquista dietro l’altra e nuove storie edificanti. Invece proprio quando il lettore non se lo aspetta, Lee tenta una strada differente, che lascia con l’amaro in bocca.  

La lotta tra la sentinella della coscienza e la mentalità retrograda

Se ne “Il buio oltre la siepe” l’avvocato prende le parti di un ragazzo di colore ingiustamente accusato di violenza sessuale su una bianca, attirandosi lo sdegno di tutta Maycomb, qui Atticus veste i panni dell’uomo del Sud dal conservatorismo ottuso. È il prototipo di uomo bianco americano che vuol fare in modo che  non muti lo status quo generale. Vorrebbe dichiaratamente evitare che gli afroamericani siano parte della società. Quando Jean Louise scopre anche questo lato del padre rimane profondamente scossa, come tutti i lettori. Inizia perciò il percorso di uccisione dell’idolo paterno che giunge ad essere solo un uomo, con i suoi errori – per quanto madornali – e le sue debolezze. 

«Il pregiudizio, parola sporca, e la fede, parola pulita, hanno qualcosa in comune: cominciano entrambi là dove finisce la ragione.» – “Va’, metti una sentinella” di Harper Lee

Può sembrare che Harper Lee indulga sin troppo nel descrivere Atticus come un semplice essere umano. Tuttavia, il senso del titolo fa capo proprio alla necessità di appellarsi alla propria “sentinella” – la coscienza – per condannare ciò che si trova ingiusto e aggrapparsi ad essa nei momenti di maggior necessità. Solo in questo modo le ragioni sciocche e fragili dello status quo crollano. Proprio come per Jean Louise, anche per i lettori la figura di Atticus barcolla e viene meno. “Va’, metti una sentinella” di Harper Lee spiazza i lettori per la difficoltà del tema e la non convenzionalità delle sue visioni. La trama non è di facile interpretazione e vi sono molti punti che rimangono in sospeso, lasciando dubbi in chi legge. 

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