“Viaggio sentimentale” di Sterne. L’umorismo, chiave della realtà

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Sentimental journey, Viaggio sentimentale di Laurence Sterne

“A sentimental journey – Viaggio sentimentale” di Laurence Sterne risale al 1768. Lo scrittore ci aveva lavorato tra la primavera e l’autunno del 1767, nello stesso periodo in cui usciva il IX volume del “Tristram Shandy”. L’idea di narrare un Grand Tour era venuta a Sterne subito dopo aver lavorato alla definizione del protagonista del “Tristram Shandy” come soggetto unico e mutevole, in dipendenza costante della complessità dei fenomeni vitali che non possono essere compresi attraverso modelli prestabiliti, di tipo meccanicistico.

A Sentimental journey – Viaggio sentimentale di Laurence Sterne

In “Viaggio sentimentale”, l’io del viaggiatore è il protagonista assoluto. Il libro assume la forma – oltre che di diario – di un vero e proprio autoritratto. Questa è la più grande trasgressione che Sterne fa subire a questo genere letterario. All’usuale racconto di costumi, usi e monumenti, Laurence Sterne sostituisce l’approfondimento delle piccole occorrenze della vita di tutti i giorni, prestando attenzione al minuscolo e al fugace. Il viaggio di Yorik è un viaggio evolutivo: all’inizio si mostra scettico nei suoi confronti, fino a quando comincia a tradurre i segni della natura in espressioni emotive, comprendendo che la comunicazione è un fatto possibile, proprio grazie al viaggio

L’umorismo ingombrante

Sterne si rivela l’espressione letteraria più coerente della fenomenologia empirica settecentesca, che considera l’uomo completamente immerso nel flusso vitale della realtà biologica, in un’esperienza in continuo divenire. Nel flusso mutevole, perennemente in movimento, il punto di vista attraverso il quale sono giudicati gli eventi si sdoppia. Da un lato c’è il soggetto che vive l’esperienza nel suo farsi, dall’altro l’io che la rievoca a distanza, riscrivendone il senso e le dinamiche.

Sterne non fa altro che riprendere l’intuizione di Cervantes riguardo al contrasto umoristico tra ideale e reale, tra i fantasmi della letteratura e il mondo dell’esperienza, insistendo maggiormente sulle conseguenze tragiche di tale antinomia. Il mondo di carta, come attestato già da Manzoni, si erge con evidenza contro la realtà di carne di cui è fatto l’uomo e lo distoglie dai suoi sentimenti più istintivi. L’umorismo unito alla linea del viaggio come disvelamento ironico delle realtà è dunque il carattere fondante dell’opera sterniana. 

Laurence Sterne e Ugo Foscolo. Fra traduzione e riscrittura

La presenza di Laurence Sterne in Italia tra Settecento e Ottocento è dipesa in larga parte dalle traduzioni francesi e italiane del “Viaggio sentimentale”, che hanno cominciato a circolare numerose. Tuttavia, il romanzo riceve la sua consacrazione letteraria solo dopo la versione raffinatissima pubblicata da Ugo Foscolo nel 1813, insieme alla “Notizia intorno a Didimo Chierico”. Foscolo contribuisce, d’altro canto, alla diffrazione dell’opera sterniana per nuclei tematici, inserendo nel “Viaggio sentimentale” l’antefatto della storia di Maria di Moulins. Grazie a questa digressione, già presente nel “Tristram Shandy”,  la malinconica vita della “donzella impazzita” per amore incontrò ampia fortuna tra imitazioni e riscritture.

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