Violenza sulle donne, il silenzio uccide la dignità

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Violenza sulle donne

La posizione che la donna assume oggi nella società è molto controversa. L’Occidente sembra apparentemente avanzare a passo spedito verso una sempre maggiore emancipazione della donna, eppure si avvertono ancora retaggi culturali e tendenze che vorrebbero ricondurla sui vecchi binari, rilegandola in un ruolo più sicuro, “classico” e meno minaccioso nei confronti degli equilibri precedenti. Dopo un passato segnato dalla prevaricazione sociale e da soprusi d’ogni forma, la donna è riuscita a conquistarsi un posto nella società, a rivendicare il valore civile della propria persona e a non essere più considerata alla stregua di un oggetto, si è affrancata da una realtà patriarcale che la obbligava a stereotipi ancestrali. Eppure si sente sempre più parlare di “violenza sulle donne”.

La donna, intelligente e caparbia, non si considera più il sesso debole e si afferma in ruoli storicamente destinati agli uomini. Questa apparente parità cela sempre più frequenti episodi di femminicidio e di molestie ai danni non solo della persona fisica, ma anche della sua salute mentale. La donna spesso subisce violenza nelle sue forme più disparate, fisica, psicologica, verbale, sessuale, economica. Questa realtà si riflette in episodi di mobbing sul posto di lavoro, stalking nella vita di tutti i giorni, e ciò si verifica nei paesi del cosiddetto “terzo mondo” quanto nel nostro. Le vittime ed i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali, a tutti i ceti economici.

La violenza sulle donne. Una piaga della società

Nonostante l’emancipazione femminile e l’istituzione di diversi organi per combattere la violenza sulle donne, resiste, in una percentuale della popolazione non abbastanza bassa, una visione maschilista della società e dei ruoli dei cittadini dove la donna vive una condizione di subalternità rispetto all’uomo.

ActionAid fornisce dati allarmanti, numeri dietro cui ci sono storie vere. In tutto il mondo circa il 35% delle donne ha subito violenza sessuale almeno una volta nella vita, nel 38% degli omicidi sulle donne il colpevole è il partner, 22 milioni circa di bambine sono già sposate con un uomo più grande, centinaia di milioni sono a rischio di matrimonio forzato e precoce, 3 milioni di donne e bambine in Africa sono a rischio FGM – mutilazioni genitali femminili -, il 30% delle donne a livello globale è vittima di violenza da parte del partner tra le mura domestiche.

La violenza sulle donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa, ma cosa fare per evitare tutto questo? Due parole: prevenzione e coraggio. Non bisogna abituarsi alla violenza, esistono in quasi tutte le città centri anti-violenza e sebbene l’intervento della polizia, dei magistrati e la certezza della pena siano fondamentali in questa lotta, non sono sufficienti, se il problema non è percepito come tale nel tessuto sociale. La questione è prima di tutto culturale e va affrontata dal basso, a cominciare dalle scuole, probabilmente un’educazione dei sentimenti negli istituti scolastici potrebbe essere un valido primo passo per combattere contro modelli sessisti e stereotipi. L’unica arma che possediamo è la denuncia.

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