Your Name di Makoto Shinkai. Shintoismo e filo rosso dell’anima

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"Your name" di Makoto Shinkai

“Your Name” di Makoto Shinkaii non è una semplice storia d’amore. Pur essendo incentrato sul tema amoroso, l’approccio è tutt’altro che banale. Il tema della predestinazione, i numerosi riferimenti allo shintoismo e un consistente sottotesto sociale rendono la narrazione densa di dettagli che vanno oltre l’aspetto romantico. Chiaramente il regista e animatore Makoto Shinkai si è ispirato ai capolavori di Miyazaki. Infatti, Shinkai è notoriamente un grande estimatore dei lavori dello studio Ghibli e indubbiamente lo stile di “Your Name” rende loro omaggio. I colori brillanti e le atmosfere pittoresche ricordano i paesaggi di Miyazaki e trasmettono la stessa poeticità.

«L’identità dei film dello Studio Ghibli è nelle azioni dei personaggi. Loro si muovono come fossero persone vive, reali.» – Makoto Shinkai, “Your Name” di Makoto Shinkai

“Your Name” di Makoto Shinkai sulla predestinazione

«Sono sempre alla ricerca di qualcosa o di qualcuno. Questa sensazione si è impossessata di me da quel giorno.» -Taki, “Your Name” di Makoto Shinkai

Il realismo magico permea l’intera struttura di “Your Name”. Concetti come la predestinazione e la ricerca dell’anima gemella non solo diventano possibili, ma costituiscono addirittura il motore scatenante di tutta la narrazione. Elementi realistici incontrano oggetti dal potere mistico dando origine ad un film in cui tutto è possibile. Il semplice fatto che Taki e Mitsuha possano scambiare i propri corpi è imprescindibilmente legato al loro essere l’uno l’anima gemella dell’altra.

Il loro magico legame è rafforzato dal potere del nastro rosso di Mitsuha che diventa il simbolo di un amore che trascende il tempo e lo spazio. Nel nastro di Mitsuha, intrecciato personalmente dalla ragazza, risiede una magia tanto potente da creare un collegamento con Taki e mantenerlo anche dopo la sua morte. Donando il suo nastro a Taki, Mitsuha gli consegna una parte di sé stessa stabilendo un contatto con lui.

Conseguentemente Taki non dimentica Mitsuha, né la cittadina di Itomori, finché non le restituisce il nastro. Tuttavia, pur avendo reciso il contatto, i due ragazzi continuano a cercarsi inconsapevolmente. Il legame fra Taki e Mitsuha non è stato spezzato poiché i due sono destinati a stare insieme. La magia del fato li ha fatti incontrare ed è quella stessa magia a mantenere vivo il legame anche se il ricordo è ormai sbiadito.

Il Kuchikamizakè, la bevanda degli Dei della natura

«Per poter tornare in questo mondo dovrete donare in cambio tutto quello che avete di più importante. Il Kuchikamizakè. Corrisponde alla metà di voi stesse.» – Hitoha, “Your Name” di Makoto Shinkai

I rituali shintoisti rivestono un ruolo fondamentale in “Your Name”. Costituiscono l’elemento magico della narrazione. In particolare il Kuchikamizakè preparato da Mitsuha funge da propulsore per la narrazione e dopo aver eseguito il rito di preparazione della bevanda ha inizio lo svolgersi degli avvenimenti. Secondo Hitoha il Kuchikamizakè è la metà della propria anima. È proprio accettando questo concetto come vero che Taki riuscirà ad avere l’occasione di salvare Mitsuha da morte certa.

Bevendo il Kuchikamizakè di Mitsuha, Taki entra in connessione con i Kami shintoisti, ovvero le divinità naturali che regolano lo scorrere del tempo. Con la bevanda che rappresenta la metà di Mitsuha, Taki accoglie dentro di sé quella metà e rafforza ancora di più il suo legame con la ragazza. Il Kuchikamizakè sugella l’unione fra Taki e Mitsuha diventando metafora del vero amore. Se amare significa condividere una parte di sé e accettare l’altro nella propria vita, allora il rituale shintoista eseguito dai due coincide con l’atto d’amore supremo in cui due singoli si uniscono riconoscendosi come anime gemelle.

«Questa è la sua metà. Se veramente il tempo può tornare indietro, mi serve un’ultima occasione» – Taki

Il Giappone metropolitano e rurale

Il contesto culturale e sociale di Taki e Mitsuha è diametralmente opposto, ma perfettamente rappresentativo della realtà esistente in Giappone. Nella nazione infatti convivono due tessuti sociali differenti e contrastanti. Se da un lato la realtà di Taki è metropolitana e cosmopolita, Mitsuha è ancorata in un ambiente rurale, arretrato dal punto di vista tecnologico, ma ancora profondamente legato alla tradizione shintoista.

La famiglia Miyamizu è custode di un antico potere connesso con le divinità della natura. L’esistenza stessa del santuario, dove viene venerata la divinità protettrice di Itomori, è fondamentale nella creazione del legame fra Taki e Mitsuha. «vivere la vita di qualcun altro attraverso un sogno» è un dono che hanno le donne della famiglia e ciò è dovuto alla presenza del santuario. Il culto delle divinità shintoiste rende Mitsuha predisposta alla connessione con le anime degli altri esseri umani.

«Quel pazzo di mio genero…come se abbandonare questa casa e il sacerdozio non fosse abbastanza, si è messo in politica. È senza speranza.» – Hitoha, “Your Name” di Makoto Shinkai

Taki è completamente immerso nella realtà urbana di Tokyo. Decisamente il progresso tecnologico lo allontana dagli antichi culti delle divinità naturali, ma non per questo è meno ricettivo verso la tradizione. Taki non allontana da sé la tradizione, ma l’abbraccia nel disperato tentativo di salvare la vita di Mitsuha. Questo dettaglio lo pone in netto contrasto con Toshiki, il padre di Mitsuha. Dopo la morte di sua moglie Toshiki ha scelto di abbandonare il tradizionale culto shintoista decidendo di dedicarsi alla politica, un campo cinico in contraddizione con i principi della famiglia Miyamizu. Rinnegare la tradizione ha interrotto definitivamente il contatto fra Toshiki e sua moglie, condannando l’uomo a vivere nel rimpianto.

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