“Zombie” dei The Cranberries. La vera storia, assuefatti di guerra

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Zombie dei The Cranberries

“Zombie” dei The Cranberries è uno dei brani simbolo del rock anni ’90 e inno del gruppo irlandese. Pubblicato nel 1994 nel loro secondo album, “No Need to Argue”, ha raggiunto la top 10 in 25 paesi e nel 1995 è stata eletta “Miglior canzone dell’anno” negli MTV Europe Music Awards. Viene descritto l’orrore della guerra, precisamente la cosiddetta “guerra a bassa intensità” in Irlanda del Nord, durata quasi 30 anni e con oltre 3.000 morti tra inglesi e irlandesi. Per la cruda denuncia della violenza rientra tra la  celebri più canzoni contro la guerra, come la Sunday Bloody Sunday degli U2 e quella, meno nota, di John Lennon.

“Zombie” dei The Cranberries e la rabbia di Dolores O’Riordan

Nella domenica del 20 marzo del 1993 a Warringston, tante famiglie con bambini erano in giro a fare shopping in vista della Festa della Mamma. Quel giorno l’IRA mise delle bombe in due cassonetti della spazzatura accanto ad alcuni negozi. Verso mezzogiorno i terroristi telefonarono alla polizia per segnalare la presenza di una bomba, senza però specificare in quale città. Pochi minuti più tardi le due bombe esplosero. 54 persone rimasero ferite, mentre due bambini, Johnathan Ball di 3 anni, e Tim Parry di 12, morirono. Fu l’ennesimo bagno di sangue e il coinvolgimento di due bambini scosse profondamente gli animi dei cittadini. In quel periodo i Cranberries si trovavano in tour in Gran Bretagna per promuovere il loro primo album, “Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?” e cominciarono a scrivere altre canzoni, prendendo spunto dalle esperienze e dalle emozioni della vita on the road.

Anche Zombie nacque dalle emozioni, dallo sgomento e dalla rabbia del gruppo di fronte all’atrocità di Warringston. Scritta di getto in 20 minuti, è stata la prima canzone dal contenuto politico composta della cantante Dolores O’Riordan. Musicalmente si discosta dalla precedente produzione del gruppo. È un pezzo grunge, aggressivo e arrabbiato in cui la voce, solitamente dolce e solare di Dolores, appare dura in linea con l’asprezza delle parole. Violenza, madri dal cuore spezzato per la perdita dei propri figli, silenzio e dolore causati da quegli atti terroristici. Il brano è molto personale e universale allo stesso tempo, perché parla della morte. Il grido che viene fuori con forza è la rassegnazione verso quel tipo di morte a cui ci si è forse troppo abituati. Gli zombi sono proprio i tanti ormai assuefatti, come dei morti viventi, all’assurdità di quella violenza senza fine.

«Zombie è stata ispirata dalla morte di un bambino. La vita gli è stata presa dalle braccia di sua madre, che stava facendo shopping in un giorno normale a Londra. Qualcuno aveva infilato una bomba in un cestino di rifiuti e il bimbo si è trovato al posto sbagliato al momento sbagliato, ed è morto. La ragione per cui era stata messa la bomba aveva a che fare con quel tipo di rivendicazioni politiche e territoriali che si succedono in Irlanda e in Inghilterra. L’allusione alla data del 1916 serve a ricordare che in quell’anno fu firmato un accordo che sanciva la cessione di sei contee irlandesi all’Inghilterra. Da allora non è cambiato niente: guerra, morte ed ingiustizia» – Dolores O’Riordan.

Non solo protest song. Il vero significato della canzone per Tim

In “Zombie” dei The Cranberries sono state riscontrate affinità con “The Town I Loves So Wellun” (1973) del musicista irlandese Phil Coulter. Era stato dedicato alla città nordirlandese di Derry, epicentro di tantissimi scontri, nonché della tragica Bloody Sunday. Ma mentre nel pezzo di Coulter si riconoscono sentimenti di natura palesemente repubblicana, nella canzone di Dolores O’Riordan non esiste solo una connotazione politica. I Cranberries hanno cercato di andare oltre. Hanno ricordato una morte, commemorandola non solo con le lacrime, ma anche con un messaggio di pace. I genitori di Tim, uno dei due bambini rimasti uccisi, hanno scoperto il vero significato della canzone solo dopo la morte della cantante.

«Non ne sapevo nulla, mia moglie è tornata a casa dalla stazione di polizia dove lavora e mi ha dato la notizia. Così ho acceso il computer e ho visto un video della band che interpreta questo brano, ho visto Dolores e ho ascoltato le parole della canzone. Sono maestose e, allo stesso tempo, anche molto realistiche. La tragedia di Warringston, così come molti altri fatti che sono accaduti in Irlanda e in Gran Bretagna, hanno colpito tante famiglie in modo molto forte e tanta gente è diventata immune al dolore e alla sofferenza che così tante persone hanno provato durante quella campagna armata. Leggere le parole scritte da una band irlandese in un modo così forte, è stato davvero molto potente» – il papà di Tim alla BBC

Video per le strade di Belfast

Il video per “Zombie” dei The Cranberries è stato girato da Samuel Bayer, regista di fama mondiale che ha lavorato anche per i Nirvana, i Green Day e David Bowie. Bayer volò a Belfast poco prima del cessate il fuoco dell’IRA per ottenere riprese reali con civili e militari. Ai soldati britannici che pattugliavano le strade in tenuta da guerra, venne detto che le riprese erano per un documentario sulle operazioni giornaliere.

Il regista ha alternato questi spaccati di vita quotidiana nell’Ulster, girati in bianco e nero, con scene a colori. Troviamo Dolores ricoperta d’oro come una regina egizia, ai piedi di una croce circondata da bambini. L’immagine è un richiamo religioso al martirio di San Sebastiano, un ufficiale dell’esercito romano vicino al cristianesimo, e per questo ucciso dai colpi di centinaia di frecce. Le altre scene a colori sono quelle dei murales raffiguranti eroi di guerra dell’IRA (cattolica) e dell’UVF (Ulster Volunteer Force, protestante), nomi dei caduti, bandiere e volti umani.

Appare anche un bambino con un cane nero al guinzaglio, che inizia a mangiare delle ossa trovate per strada. Questo espediente è stato usato per non rendere il video troppo cruento con vere scene di zombie. Ma il messaggio è sempre lo stesso: la guerra è un film horror, dove gli esseri umani si divorano tra loro senza nessun senso. Del video furono distribuite due versioni, una integrale e una censurata, senza le immagini dei militari per il mercato britannico.

Il cessate il fuoco dopo “Zombie”

Poche settimane dopo la pubblicazione di “Zombie” dei The Cranberries, l’IRA annunciò un cessate il fuoco dopo ben 25 anni di guerra civile. Solo nel 1998 però inizierà un vero e proprio percorso di pace di cui i principali promotori furono John Hume e David Trimble. Per questo impegno i due ottennero il Premio Nobel per la pace: a suonare durante la premiazione vennero chiamati proprio i The Cranberries.

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